Condono sui Rifiuti: Niente Multe ai Sindaci per l’ “eccesso di discariche”.

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Condono sui Rifiuti per i Sindaci inadempienti

Condono sui Rifiuti– I Sindaci di molti Comuni Italiani saranno felici di sapere che gli obiettivi prefissati della raccolta differenziata sono stati prorogati: non dovranno pagare le multe derivanti dal mancato rispettarsi degli obiettivi imposti.

La legge di Stabilità, infatti, insieme alla legge di Bilancio,

“consiste nell’attuazione degli obiettivi programmatici che il governo intende attuare nel corso del triennio di riferimento e rappresenta la forma concreta nella quale vengono attuati i programmi di spesa (intendendo sia l’ammontare delle spese da effettuare che le entrate programmate per le casse dello Stato) stabiliti nella Decisione di Finanza Pubblica, programmi che riguardano l’indicazione di massima delle risorse necessarie a confermare, per il periodo di programmazione, gli impegni e gli interventi di politica economica e di bilancio, nonché l’articolazione della manovra necessaria al conseguimento degli obiettivi”.

Questo significa che, nel caso in cui i Comuni non riuscissero ad ottenere gli obiettivi prefissati riguardo le regole di applicazione della raccolta differenziata per la diminuzione dei rifiuti prodotti, dovrebbero pagare una multa.


Ma mentre i Comuni costringono gli Italiani al pagamento del Tares (Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi), il Governo Letta rimanda o annulla il pagamento delle multe per “eccesso di discarica” tramite condono, facendo risparmiare ai primi cittadini inadempienti milioni di Euro, aggiungendo una deroga per eventuali problemi ambientali che si sono già verificati o potrebbero verificarsi: richiesta approvata dal governo venerdì scorso.

La metà delle regioni italiane porta ancora circa il 50% dei rifiuti prodotti dai propri Comuni in discarica, mentre sono solo circa un migliaio (precisamente 1300) delle amministrazioni locali hanno raggiunto l’obiettivo fissato dalla legge 152/2006 di riuscire ad effettuare, entro il 2012, la raccolta differenziata per almeno il 65% dei rifiuti.

Non mancano le proteste da alcune regioni italiane, soprattutto dalla Liguria, dove la Corte dei Conti ha condannato gli amministratori locali a risarcire il danno che la mancata raggiunta della quota di differenziazione ha provocato.

C’è la possibilità che migliaia di Sindaci debbano pagare di tasca propria le multe che la legge inizialmente aveva previsto: il pagamento dovrà essere saldato in forma di ecotassa, cioè come maggiorazione del 20% del tributo sui rifiuti in eccesso portati in discarica.

In soccorso dei Sindaci, però, è intervenuto il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando: collegato alla legge di stabilità, la Camera ora sta analizzando il disegno di legge che costituisce il primo passo dell’Agenda Verde del governo e questo sembrerebbe porre un rimedio momentaneo al rischio di dover saldare l’importo delle multe.

Secondo l’articolo 18, infatti, è prevista una modifica della normativa che funge da sanatoria, sostituendo le scadenze degli obiettivi prefissati e rimandando il giudizio più avanti nel tempo, esonerando quindi gli amministratori  che non li hanno rispettati.

 Conseguentemente, quindi, il 65%  che avrebbe dovuto raggiungere la differenziazione dei rifiuti entro il 2012 slitta di quattro anni, arrivando al 2016 e il provvedimento prevede inoltre la possibilità di raggiungere la percentuale richiesta attraverso la “rateizzazione”.

Mentre altri paesi Europei, da questo punto di vista più civilizzati del nostro Bel Paese, hanno raggiunto il 35% nel 2006, come previsto dalla legge, per noi potrà essere raggiunto nel 2014 e il successivo 45%, raggiunto nel 2008, per noi slitterà come obiettivo tassativo nel 2015, con ben 7 anni di ritardo.

Stefano Ciafani, Vicepresidente di Legambiente, afferma che:

“E’ una cosa vergognosa un provvedimento che premia gli amministratori che non rispettano gli obblighi di legge e penalizza quelli virtuosi, un controsenso rispetto al principio di equità economico-ambientale per cui chi più inquina più paga. Anziché pensare al condono per i sindaci, spostando gli obiettivi che non hanno rispettato, il governo dovrebbe incentivare il riciclo rendendolo meno costoso della discarica e dell’inceneritore. Solo così possiamo centrare gli obiettivi che l’Europa ci chiede”.

L’Unione Europea ha avviato quattro procedure di infrazione nei confronti dell’Italia per eccessivo conferimento di rifiuti, discariche abusive e fuori norma: la principale è la 2003/2077, che riguarda 218 discariche da bonificare in 18 differenti regioni e che potrebbe costare alla nazione 61,5 milioni di Euro e una multa giornaliera di 256.819,00 Euro per ogni 24 ore successive alla sentenza, fino al raggiungimento della percentuale stabilita.

Un’altra procedura riguarda la Campania, che è già costata all’Italia una condanna con sanzioni di 10 milioni e 250 mila Euro all’anno, sanzioni che dopo tre anni anno raggiunto la quota di 34 milioni.

La procedura successiva riguarda il ciclo rifiuti in Lazio, cominciata con la discarica di Malgarotta, chiusa il 1 Ottobre di quest’anno mentre, in attesa di giudizio, è invece la procedura 2011/2215, riguardante 102 discariche fuori legge in 14 regioni.

Quindi queste quattro procedure potrebbero arrivare a costare a noi italiani la cifra di 100 milioni di Euro. Ciafani sostiene che

Quell’articolo spinge nella direzione contraria agli obiettivi indicati dall’Europa perché incentiva ulteriormente i Comuni verso il rifiuto in discarica. Se passa la proroga per il nostro Paese sarà ancora più difficile arrivare alla soglia del 50% di riciclaggio dei rifiuti a livello nazionale entro il 2020, come chiede l’Europa”.

Per quanto riguarda l’urgenza del rimandare il rischio delle multe riguardo l’ecotassa, il portavoce di Legambiente afferma che Non si pagheranno fino a tutto il 2014, mentre dal 2015 le pagheranno solo i comuni che non avranno raggiunto nell’anno precedente solo il 35% di differenziata, non di più. E le multe che dovrebbero pagare quest’anno si pagheranno addirittura nel 2017. Una vera beffa per i Comuni virtuosi che hanno già raggiunto questo obiettivo lo scorso anno, come previsto dal decreto legislativo 152 del 2006″.

L’ulteriore problema che scaturisce dal mancato pagamento delle multe sull’ecotassa risiede nel fatto che “gli incentivi per gli acquisti verdi arriveranno proprio dal pagamento di quelle stesse multe, che però si pagherebbero solo dal 2015”.

La Casa della Legalità e Cultura di Genova sostiene che questo provvedimento era stato richiesto dal Presidente della Liguria Claudio Burlando: in una nota ufficiale risalente al 4 Aprile si richiedeva al Presidente della Conferenza Stato-Regioni “l’attivazione di una procedura che consentisse, tramite la definizione di un Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente, Regione ed enti locali interessati, di ottenere una deroga rispetto agli obiettivi fissati dalla normativa nazionale”

se quindi il provvedimento richiesto otterrà il lasciapassare della Camera, diventerà legge, togliendo i Sindaci dei Comuni inquinatori dai pasticci.

In questo caos pieno di rifiuti, comunque, Ciafani promette che “Verrà fatta pressione sui parlamentari per togliere di mezzo quell’articolo vergognoso”.

Vedremo come andrà a finire, intanto ricordiamoci che entro qualche anno, un altro problema ci sarà per l’Italia che dovrà stoccare i suoi Rifiuti Nucleari.

Fonte: Fatto Quotidiano

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