Congedo Matrimoniale Gay anche in Italia

949
CONGEDO-MATRIMONIALE-GAY

Congedo Matrimoniale Gay, concesso alle coppie omosessuali il permesso pagato

Congedo Matrimoniale Gay, da oggi anche le coppie gay avranno diritto al congedo matrimoniale che spetta alle coppie etero. Un passo avanti a Parma, dove La Servizi Italia ha siglato un contratto con i sindacati che permetterà a 1500 lavoratori di avere un permesso matrimoniale retribuito per le coppie o per uno solo dei due partner omosessuali.

La Cgil tuona: “Costringiamo la politica a superare le resistenze culturali”, concorde con Arcigay che spiega come sia necessario adeguarsi alla realtà moderna.
La Servizi Italia lavora nei servizi sanitari e con questa mossa riconosce parità sociale ed affettiva alle coppie omosessuali ed etero, non esistono leggi dello Stato, la legge questa volta la faranno i datori di lavori.
Questa notizia arriva a pochi giorni dall‘Affidamento della Bimba di 3 Anni ad una Coppia Gay, ovviamente il congedo è concesso per permettere ai cittadini italiani di andare a sposarsi all’estero, dove il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale.
Mandare un segnale all’Italia e alla Classe Politica– Cgil, Cisl e Uil spiegano che questo è un segnale e asseriscono
“In un Paese dove il tasso di omofobia è tra i più alti d’Europa intese di questo genere sono da evidenziare e far proliferare in modo che anche la classe politica possa dare segnali diversi da quelli fino a oggi proposti”.

Un’Iniziativa condivisa- Anche altre aziende adoperano questa politica Ikea e Cityback, multinazionali che promuovono una vera e propria cultura del lavoro, hanno riconosciuto i matrimoni gay come una realtà da rispettare, il caso di Elisa, una dipendente di Call&Call ha mosso la Cgil verso questa proposta, la donna aveva ottenuto un permesso retribuito per sposare la compagna, poi tutti gli altri dipendenti hanno avuto o avranno se necessario lo stesso trattamento.
Dopo la sentenza della Cassazione 4148/2012 che afferma che la coppia omosessuale convivente ha diritto di rientrare nel contesto di “vita familiare” questo è un altro, grande passo avanti.

Condividi