Davide Groppi – Il poeta della luce

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Davide Groppi – Il poeta della luce che si ispira a Caravaggio

Davide Groppi – Il poeta della luce -È nel periodo più luminoso dell’anno che voglio rendere omaggio ad un grande artista della luce, il piacentino Davide Groppi.



Le sue lampade sono frutto di una passione grandissima per il lavoro ben fatto, per la cura dei dettagli, per la bellezza semplice, discreta e seducente. Basta dare un’occhiata al catalogo per rendersene conto: la lampada Nulla, un modello che evoca sensazioni di mistero e d’inquietudine, che emana una luce primordiale e che gli è valso il premio Compasso d’Oro; Moon, una struttura in carta dalla quale arriva una luce soffice e soffusa, una luce mitica; Miss, disegnata da Omar Carraglia, che riproduce una luce che ricorda i quadri del Caravaggio.

Nasce a Piacenza nel ’63, eredita dal padre, elettrotecnico, la passione per il lavoro ben fatto; nel 1985 inizia come disegnatore meccanico e nel 1988 comincia a costruire e vendere lampade in un piccolo laboratorio nel centro di Piacenza. E poi la svolta nel 1994 quando 40 pezzi del modello Baloo, una lampada in carta vengono esposti tutti assieme nello showroom di corso Venezia a Milano, durante il Salone del Mobile.davide groppi



Da quel giorno sono passati vent’anni e in questo tempo Davide Groppi non ha mai smesso di cercare l’essenziale e quindi la meraviglia, la forma perfetta secondo una filosofia che trova la sua ispirazione nei quadri di Caravaggio, in quel buio dal quale ha origine una luce purissima che chiama alla vita gli oggetti e con essi lo spazio tutto. Non c’è spreco alcuno, ogni cosa appare nella sua dimensione e importanza, l’eccesso, il di più svanisce nel buio. È proprio davanti ad un quadro di Caravaggio, La cena di Emmaus, che Groppi ebbe l’intuizione e capì quale doveva essere la sua poetica della luce.

Quello che colpisce è l’eleganza ed insieme la forza che riesce a infondere alle sue opere: lampade dalle linee pulite, contorni definiti, forme essenziali. Il risultato è un opera elegante e discreta che dialoga con lo spazio circostante al quale dà ritmo esattamente come la punteggiatura fa con le parole.

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