De Luca c’è: Palla al Governo giorno,Renzi non fa nulla

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Come il Nanni Moretti di Ecce Bombo, Vincenzo De Luca avrà atteso la proclamazione a governatore della Campania arrovellandosi nell’interrogativo: “Mi si nota di più se vengo o se non vengo”? Alla fine non è venuto. De Luca è rimasto a Salerno e si è reso irreperibile al Tribunale di Napoli, dove la sua presenza non era obbligatoria alla lettura, alle ore 14.30, del verbale di proclamazione dell’ufficio centrale elettorale, in una Sala Arengario gremita di cronisti e telecamere neppure stesse arrivando Obama, uno sproposito rispetto alle cinque persone in tutto che un dirigente della Regione ricorda di aver visto alla proclamazione nel 2010 dell’azzurro Stefano Caldoro, “e nemmeno lui venne”.

DE LUCA non è apparso neppure a Palazzo Santa Lucia, a prendere possesso degli uffici del governatore, e lui lo è diventato, legge Severino permettendo. Caldoro – scrive in un tweet – aveva attivato le procedure per il passaggio di consegne, ma dal ras di Salerno nessuna risposta. Così l’uscente ha preso il suo fagotto e ha sgomberato poco dopo le 15. Coefficiente di fair play istituzionale? Zero. Un fuocherello dell’incendio che sta per divampare. Con la proclamazione di De Luca, inizia il countdown della sua sospensione imposta dalla legge Severino per la condanna di primo grado a un anno per abuso d’ufficio. In attesa dell’esito del ricorso di De Luca al giudice civile, e della sentenza della Consulta del 21 ottobre sulla legittimità di quella parte della norma. Il decreto di sospensione dovrà essere firmato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ovvero dal segretario del Pd che ha schierato De Luca presentandolo come “candidabile ed eleggibile”.

Ieri il rappresentante di lista di Sel, Giovanni Mogavero, ha fatto allegare al verbale di proclamazione un documento con cui si chiede ricognizione “dell’automatica sospensione di diritto dalla carica di presidente della giunta regionale con ogni conseguenza anche in ordine agli atti – nulli – che lo stesso in qualità di presidente sospeso potrà eventualmente adottare”. A cominciare dalle nomine di vice e giunta. Ancora più duro il documento firmato e allegato dalla candidata M5S, Valeria Ciarambino, che ha chiesto di bloccare la proclamazione di De Luca. “In realtà De Luca è già stato sospeso (da sindaco di Salerno, ndr) con un decreto prefettizio di gennaio, sospensione ancora vigente, non è dunque neppure necessario attendere alcuna presa d’atto di Renzi”. Queste iniziative fanno il paio con le diffide presentate l’altro ieri dal centro destra campano e da un gruppo di consiglieri uscenti e non rieletti. E ieri si è mosso anche il capogruppo Forza Italia alla Camera Renato Brunetta: “È già pronta una denuncia per Renzi se prende o perde tempo sulla sospensione di De Luca, rischia di commettere abuso d’ufficio”. Ovviamente De Luca nei prossimi giorni nominerà comunque una giunta. In pole position per la carica di vice presidente c’è sempre l’ex rettore di Salerno Raimondo Pasquino. Per gli altri assessorati circolano un po’ di nomi, solo maschili: il docente Mario Raffa, il politologo Umberto De Gregorio, il sociologo Domenico De Masi, l’architetto Bruno Discepolo. L’autocandidatura di Vittorio Sgarbi è stata cestinata in pochi minuti. Su Pasquino si potrebbe consolidare il nascente asse tra De Luca e de Magistris. I tre – come ha scritto Simona Brandolini sul Corriere del Mezzogiorno – nei giorni scorsi hanno cenato insieme a casa dell’ex rettore.

IL SINDACO di Napoli dice di “essere molto motivato a collaborare col presidente De Luca che si è espresso a favore del coinvolgimento di Napoli nelle scelte su Bagnoli”. Ma da oggi la Severino torna a essere un problema anche per De Magistris: si discute il ricorso al giudice civile sul suo caso. Rischia un nuovo periodo di sospensione. Si potrebbe verificare il paradosso per cui sia Napoli sia la Campania si ritrovino guidate da due “facenti funzioni”.

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