De Luca più forte di Saviano e Bindi

364

Le polemiche sugli impresentabili e gli appelli al voto pulito non fermano la corsa di Vincenzo De Luca: le urne sono chiuse da poco e pare che l’ex Re di Salerno raggiunga il 43,3 % (secondo i primi exit poll). Stefano Caldo-ro, l’ex governatore suo avversario, si fermerebbe al 35,6. Il Movimento Cinque Stelle, con Valeria Ciarambino, è tra il 21 e il 25%. Se i dati saranno confermati vincerà De Luca, ma sulle macerie.

I N NANZITUTTO l’affluenza al voto, intorno al 50%, molto più bassa delle regionali precedenti (62,9) e delle europee (51%). Gli elettori della Campania sono fuggiti dalle urne sovrastati dallo schifo per i troppi impresentabili candidati, per le liste fai da te, e soprattutto per l’incertezza che questa vittoria comporta. Vince De Luca, per oltre un ventennio padrone assoluto di Salerno. Vince l’uomo che per Rosi Bindi è il numero uno degli impresentabili, ma che una volta era ‘o sceriffo, il sindaco che prendeva a calci nel culo gli ambulanti di colore. Vince Vicienzo ‘a funtana, appellato in questo modo per la sua mania di costruire in ogni pizzo della città fontane, zampillanti metafore di uno stile di governo basato su opere pubbliche faraoniche e ciclo del cemento. Perde Renzi.

Perché un dato certo è uscito dalle urne: a Sud di Roma la rottamazione è uno slogan buono per comizi di paese, qui comandano i cacicchi, sono loro, i capi delle clientele e dei notabilati locali, a dettare legge, a scegliere alleanze, liste e candidati, sono loro i padroni del renzismo. Loro stanno dando corpo e sostanza, struttura e gruppi dirigenti al nascente partito della nazione. E perdono i napoletani, i salernitani, gli irpini e i sanniti, che da oggi hanno un vincitore nelle urne, ma non sanno se da domani avranno un presidente di Regione. De Luca, e lo sa, fini giuristi e attenti costituzionalisti gliel’hanno spiegato in tutte le lingue possibili, non potrà varcare quel portone di Santa Lucia dove ci sono gli uffici del governo regionale.

Glielo impedisce una condanna per abuso d’ufficio e la scure della legge Severino. La campagna elettorale è finita, i colonnelli del partito renziano sono tornati a casa, ora i toni roboanti alla Guerini (“ De Luca è candidabile, eleggibile e insediabile”) suonano addirittura offensivi per i sei milioni di abitanti della Campania e per il rispetto della legge. Ora la palla è nelle mani di un uomo solo: Matteo Renzi. Vincenzo, vecchia volpe della politica, è riuscito a legare in modo quasi indissolubile il suo destino a quello del segretario del Pd. Si è avvinghiato al ragazzo di Rignano fino a stritolarlo. Perché ora tocca a lui, al presidente del Consiglio, dipanare il garbuglio istituzionale sulla ineleggibilità dell’eletto.

La legge gli impone l’obbligo di essere veloce, di applicare subito le norme e di sospenderlo dalla carica di presidente e consigliere regionale per diciotto mesi. Vicienzo, invece, ha bisogno del tempo come l’aria, giorni, anche settimane per appellarsi al giudice ordinario, come scritto nell’ultima sentenza della Cassazione, e nominare la giunta e un vice. Circolano già i nomi, quello di Fulvio Banavitacola, suo fedelissimo da sempre, oppure, ma solo per lanciare un altro amo a Renzi e ai suoi, l’onnipresente Pina Picierno, una volta presunta rottamatrice pure lei. Ma in questo caso si aprirebbe un’altra voragine, i tempi sono stretti, gli sconfitti già pronti a fare ricorsi e ad invocare la nullità di tutti gli atti prodotti dall’ineleggibile.

IL CAOS più totale e con una prospettiva che toglie il sonno a Renzi, il possibile scioglimento del Consiglio regionale e il ritorno alle urne. C’è un’ex/f strategy, fatta circolare in questi giorni dall’e ntourage renziano, un decreto interpretativo che modifichi in parte la legge Severino e che consenta a De Luca di insediarsi e produrre i primi atti. Un decreto ad De Lucam, un altro strappo, un altro schiaffo in faccia a quella parte di elettorato Pd che ha già dovuto ingoiare il rospo delle polemiche e degli attacchi allacommissione Antimafia dopo la diffusione della lista degli impresentabili. Proprio loro. Nelle prossime ore sapremo chi tra questi personaggi è entrato in Consiglio regionale e nella maggioranza di De Luca. Ma un dato è già certo, le quattro liste fai da te presenti nella coalizione, anche quelle che hanno portato a casa percentuali minime, rivendicheranno il fatto di aver contribuito alla vittoria del caudillo di Salerno e a lui presenteranno il conto. De Luca ha vinto, ora per Matteo Renzi iniziano i problemi.

 

Condividi