Delrio benedice Marino Renzi sbatte sul Campidoglio

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Da che parte si fosse seduto, si era capito già una settimana fa, quando Matteo Renzi aveva cominciato l’insistente pressing per le dimissioni di Ignazio Marino. Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, quel giorno, si avventurò in una dichiarazione piuttosto netta: “Il sindaco Marino è stato ed è un baluardo di legalità non solo per il Comune di Roma”. Intorno, giusto per ricordare l’aria che tirava, era tutto un “è incapace”, “non è in grado”, “vada a casa”, “non può continuare”. Così, la sera stessa, Delrio aveva sentito il bisogno di aggiungere quattro righe di precisazione, onde evitare di finire accusato di intelligenza con il marziano: “È un baluardo di legalità, ma deve valutare lui, con la sua maggioranza, se ci siano le condizioni amministrative e politiche per continuare l’azione di governo”.

Da quel dì, è successo di tutto: lo scontro tra Renzi e il commissario del Pd romano Matteo Orfini, la presentazione del rapporto di Fabrizio Barca sui circoli “dannosi”, gli applausi incassati dal sindaco alla festa dell’Unità, le “finte” dimissioni dell’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, il renziano Guido Improta.

COSÌ, pezzo dopo pezzo, la muraglia tirata su dal presidente del Consiglio contro Ignazio Marino ha cominciato a perdere spessore. E Graziano Delrio, in questa partita, non è rimasto a guardare. È stato proprio lui, ieri, a volere incontrare il sindaco per discutere di un progetto impegnativo, il nuovo stadio della Roma. L’incontro, per quanto istituzionale, è stato condito da una serie di pubblici apprezzamenti che a nessuno sono sembrati neutrali, coi tempi che corrono. “Mi ha molto incoraggiato – ha detto Marino a fine riunione – che il ministro abbia detto che questo progetto significa far vedere che l’amministrazione di Roma è solida”. Va detto che il rapporto tra Delrio e Marino era saldo dai mesi in cui, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, l’attuale ministro seguiva dossier importanti per la Capitale. “Un interlocutore serio”, spiegano in Campidoglio, dove lasciano intendere che sia stato proprio l’ex sindaco di Reggio Emilia a riportare Renzi a più miti consigli dopo le sfuriate dei giorni scorsi.

L’ATTACCO a Marino infatti, al netto di quello che verrà scritto nella relazione sull’ipotesi di scioglimento per mafia firmata dal prefetto Franco Gabrielli, rischia ogni giorno di più di rivelarsi un boomerang per il capo del governo. Così, al tavolo del ministero delle Infrastrutture, ieri Delrio ha voluto lanciare una nuova àncora al sindaco in difficoltà (seppure Marino, in pieno training autogeno, si descriva “straordinariamente felice”). E Delrio si è lasciato andare anche alla promessa che lunedì prossimo sarà al suo fianco all’inaugurazione della tratta (ancora parziale) della Metro C di Roma. Sarà sempre più complicato, a quel punto, rinviare per l’ennesima volta lo sblocco dei fondi per il Giubileo: palazzo Chigi li ha tenuti fermi, nell’attesa che il sindaco mollasse. Lui non ci pensa proprio. Ieri ha festeggiato perfino la preoccupata nota dell’agenzia di rating Fitch, secondo la quale “i recenti sviluppi politici potrebbero danneggiare la capacità dell’amministrazione di attuare il piano di rientro”: servo io.

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