Detroit: ucciso altro ragazzo nero da un’agente federale, accesa protesta contro la polizia

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E’caos in America dove praticamente non si placa la protesta dei neri nei confronti della polizia in seguito alla morte di alcuni uomini afroamericani uccisi dalla polizia nella maggior parte dei casi senza alcun motivo particolare. E così mentre a Baltimora non si placa la protesta portata avanti ormai da parecchi giorni dopo la morte sospetta di un ragazzo afroamericano, nella giornata di ieri è arrivata la notizia dell‘uccisione di un altro nero, a Detroit. Si tratta di un ventenne Terrance Kellom ucciso con colpi d’arma da fuoco a Detroit da un agente federale nero anche lui, almeno secondo quanto emerso in queste ore.

Le uniche informazioni emerse riferiscono che il giovane sarebbe risultato armato di martello, e con tale arma in mano sembra stesse avanzando verso il poliziotto che per legittima difesa dunque ha cominciato a sparare contro il giovane. Il giovane, tra l’altro era ricercato perchè sospettato di aver commesso una rapina a mano armata e per essere fuggito dalla libertà vigilata nel mese di agosto 2013 dopo essere stato condannato.

“L’agente si è sentito in pericolo perché il sospettato si avvicinava armato di martello”, ha dichiarato il capo della polizia di Detroit James Craig. Intervenuto anche il procuratore Barbara McQuade che ha dichiarato: “Il lavoro della polizia richiede in alcuni casi l’uso della forza, ma gli agenti devono usarla solo quando è ragionevole in certe circostanze. In situazioni come questa è importate tutelare i diritti della vittima e del poliziotto. Per questo stiamo monitorando da vicino le indagini”. Il padre del giovane intanto fa sapere che non sarebbe vero che il figlio fosse armato. “Quando gli hanno sparato in casa, davanti ai miei occhi, era del tutto disarmato.Mio figlio è morto con i pugni serrati, non impugnava un martello. Me lo hanno ammazzato davanti”, ha dichiarato il padre della vittima.

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