Diego Abatantuono: Eccezzionali questi 60 anni

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Piovevano polpette la sera del 20 maggio a Milano. Fritte, col sugo, alle verdure, uno dei piatti preferiti di Diego Abatantuono. Che le ama talmente tanto da aver aperto un ristorante a Milano, “The Meatball Family”, vicino ai Navigli, dove il menu è solo di polpette a piacere. Ed è proprio lì che ha festeggiato il suoi “eccezzziunali” 60 anni.

Pieni di ben 64 film, tre Nastri d’argento, due Ciak di’oro, fiction, teatro e cabaret. E, perché no, anche un bel contributo all’Oscar del 1992 per il film Mediterraneo dell’amico Gabriele Salvatores. In particolare, il primo Nastro d’Argento, vinto per Regalo di Natale di Pupi Avati (1987), ha segnato la svolta di una carriera davvero “eccezzziunale”, perché da una costola del terrunciello inventato con Giorgio Porcaro nasce un attore drammatico di rara intensità, che da allora alternerà, soprattutto con Salvatores, ruoli brillanti a personaggi anche fortemente negativi {lo non ho paura, 2003, Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista).

«So che la domanda che tutti mi fanno e che poi era la stessa anche 10 anni fa è di fare un bilancio della mia vita», dice Abatantuono, «ma è difficile in queste occasioni dare risposte originali. Diciamo che è finita l’adolescenza, non avrò più i foruncoli, ho perso un po’ di timidezza, una certa insicurezza». La festa con le polpette è stata certamente un’altra risposta, perché era proprio nello stile Abatantuono, che non ama le celebrazioni e alla mondanità preferisce la vita in famiglia, magari a litigare con i figli giocando alla Playstation, le cene con gli amici, il divano a guardare in Tv le partite delTamatissimo Milan. E alla festa c’era tutto questo suo mondo: la moglie Giulia, i figli Marta, Matteo (che è identico a Diego da giovane) e Marco, gli amici colleghi attori Claudio Bisio (con la moglie Sandra), Gigio Alberti e Ugo Conti (con la moglie Arianna) suoi compagni d’arme in Mediterraneo.

Conti è il suo storico amico, conosciuto e cresciuto con lui nel quartiere Giambellino di Milano. «Io e Diego», spiega Conti, «siamo quasi coetanei, io i 60 li ho fatti un mese fa e, quando il 20 maggio l’ho chiamato per ricambiare gli auguri, gli ho detto: “Sai che siamo fortunati? Adesso alla nostra età abbiamo riduzioni dappertutto, al cinema, sui treni”. Mi ha buttato giù il telefono».

La lista degli amici, tutti invitati da Giulia, anima e organizzatrice della festa, era lunga: tra loro anche Jonathan Kashanian, il vincitore del Grande fratello del 2004, che con Abatantuono ha girato 2061 – Un anno eccezionale, di Carlo Vanzina. E non poteva mancare una folta rappresentanza di Colorado, lo spettacolo Tv di cabaret nato nel 2003 proprio da Abatantuono: “capoclasse”, Paolo Ruffini.

«Diego per me è un “amito”, cioè un amico-mito», dice. «Il mio sogno da ragazzino era di conoscerlo. Io augurerei a tutti coloro che vogliono fare questo mestiere di passare una giornata con lui e capire l’umiltà, la dedizione e la passione che ha per quello che fa. A me ha trasmesso un’immensa fiducia». Ma Colorado è anche una casa di produzione, fondata nel 1986 da Abatantuono, Gabriele Salva-tores e Maurizio Totti. «E per i suoi 60 anni», dice Totti a Visto, «Diego si regala il suo 65° film, una commedia diretta da Guido Chiesa il cui titolo sarà La famiglia Sollazzo’, partiamo a metà giugno e giriamo fra Milano e la Puglia». Polpette e, ovviamente, vino di Gavi portato dall’amico Stefano Moccagatta, detto “Aspirina”, che sembra il fratello di Diego. E lui che nel giugno dello scorso anno ha organizzato il sì di Marta, la prima nata in casa Abatantuono, con Matteo, un medico chirurgo. Chissà che l’adolescente con tre figli non diventi presto anche nonno.

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