Disarmo Siria: al via lo smantellamento delle armi chimiche

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Disarmo Siria, smantellate alcune armi chimiche e le attrezzature per produrle

Disarmo Siria, un funzionario Onu di cui non si conoscono le generalità, spiega a France Presse, che in questi giorni sta avvenendo un graduale disarmo della Siria. Dopo quanto avvenuto riguardo la questione delle Armi chimiche e dopo la reazione degli Usa, in Siria si procede allo smantellamento, in toto o in parte non possiamo saperlo, delle armi e dei mezzi di produzione delle stesse.


Una fase di Distruzione e Disabilitazione, si legge, che sarà seguita da verifiche in itinere e a fine lavoro, il disarmo avverrà sia sul fronte della produzione sia su quello delle armi in circolazione.

Assad insorge, dicendo che l’occidente ha più fiducia in Al Qaeda che in Assad e che lì ci sono combattenti di Al Qaeda proventi da circa 80 paesi, Obama, continua il presidente su “Spiegel” direbbe solo bugie, e guarda alla Russia come “veri amici” che hanno bene inteso quale sia la posta in gioco, poi L’invito alla Germania, deciso e spudorato a venire a Damasco, per comprendere la situazione reale.

Prosegue nell’intervista, dicendo di non aver mai fatto uso di armi chimiche, e che le stesse armi di questo tipo sono riposte in luoghi sicuri, e che in virtù della trasparenza potranno essere inviati degli esperti per controllare e aggiunge che ad aver usato le armi chimiche sarebbero stati i ribelli, Assad non è un personaggio che ammazza il proprio popolo. Così come Dice No ad un’azione con i militanti dichiara” Secondo la mia definizione un’opposizione politica non imbraccia le armi”.

Elezioni Siriane: Assad, il cui mandato durerà fino ad agosto 2014, non si pronuncia con certezza riguardo la sua candidatura alle prossime elezioni, si candiderà solo se con lui ci sarà la volontà popolare, giacché come ammette egli stesso, sono stati commessi degli errori.

La ribellione prosegue: Intanto l’ASL, comando dell’Esercito Siriano Libero, ha lanciato un comunicato in cui spiega d’aver deciso di voler lanciare un nuovo appello e a rinforzare le proprie posizioni, respingendo ogni forma “dissenso provocato dai tentativi di separare l’ala politica dall’ala militare”. Da Settembre sono stati 13 i gruppi di ribelli ad aver annunciato la defezione dall’opposizione, un’opposizione che non ha aiutato efficacemente chi era sceso in campo per combattere, questa scelta è stata necessaria, si legge, per poter rispettare la Rivoluzione Siriana e la Coalizione.

 

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