Divorzio breve, ecco cosa cambia

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Divorzio: cambia tutto (o quasi). Dopo oltre dieci anni di discussioni, rinvìi e marce indietro, il parlamento ha approvato il cosiddetto “divorzio breve”. Tra il decreto che stabilisce la separazione tra i coniugi e il momento in cui si può chiedere il divorzio, i tempi si riducono notevolmente: si passa da 3 anni a 6 mesi in caso di separazione consensuale e da 3 anni a un anno se si va per via giudiziale. Di fatto, considerando i tempi tecnici relativi alla richiesta di udienza, secondo il parere di molti avvocati matromonialisti in dieci mesi si può arrivare al divorzio. La presenza o meno di figli minori non influisce sui tempi previsti dalla nuova norma, che può essere applicata anche ai procedimenti in corso. Inoltre, è previsto Pimmediato scioglimento della separazione dei beni non appena scatta la separazione. Per l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione matrimonia-listi italiani, si tratta di un passo verso la civilizzazione.

«Una norma nata in modo trasversale»

Avvocato Gassani, che cosa cambia con questa legge?

«E una legge che nasce da un moto trasversale, da una volontà comune di cambiamento, di rivoluzione del nostro diritto di famiglia sgangherato. Una novità significativa è lo scioglimento immediato della comunione dei beni. E una scelta di buon senso, considerato il fatto che nel 70 per cento dei casi gli italiani optano proprio per la separazione dei beni…».

Perché è importante la riduzione dei tempi?

«Si tratta di un passo avanti che ci proietta verso l’Europa. Tra l’altro non ho capito perché si chiama divorzio breve, avremmo dovuto parlare di separazione breve. Al di là di questo, è il primo passo per arrivare all’eliminazione della separazione, come di solito avviene in tutti i Paesi occidentali. La coppia può divorziare senza passare da questa ipocrita fase del ripensamento, che nel concreto non è mai esistito, neanche quando la separazione durava 5 anni».

Cioè chi si separa, poi non cambia mai idea?

«Nel 98 per cento dei casi la gente che entra in tribunale non toma sui suoi passi. Ciò significa che la separazione serve a mantenere il doppio processo, la doppia parcella, due ricorsi distinti e separati (per separazione e divorzio, ndr). Prima o poi ci dovremo allineare agli altri Paesi.

Da noi non esiste una normativa che regolamenti le coppie di fatto.

Non abbiamo un tribunale della famiglia, lo sono cattolico ma quello che dicono certi esponenti cattolici è inesatto».

Perché secondo lei è inesatto?

«Questa legge non è un attacco alla famiglia perché la famiglia italiana non esiste più: è fatta di conviventi da Roma in su e di qualche sposato da Roma in giù. C’è stata una riduzione drammatica dei matrimoni nel nostro Paese, da 430mila del ’74 a 200mila del 2013. La cattolicissima Spagna ha introdotto le nozze per le persone dello stesso sesso, in Romania c’è il divorzio lampo. Il nostro è un Paese ingessato. Anche sulla riduzione dei tempi della separazione si trova il modo di discutere all’infinito, quando poi agli italiani basta prendere un volo charter per andare a divorziare».

«Voli charter perla Romania»

Una coppia di italiani potrebbe andare all’estero per divorziare immediatamente?

«Sì, si tratterebbe di un divorzio che non presuppone la separazione. Ci sono agenzie a Bucarest che organizzano viaggi per consentire alle coppie di divorziare subito. Con 3mila euro tutto compreso paghi il viaggio andata e ritorno, l’avvocato, le spese di traduzione, i bolli, le spese di residenza e l’affitto di un monolocale».

Questo divorzio varrebbe anche in Italia?

«Certo, anche in Italia. C’è un diritto sovranazionale che prevale sul nostro. Viviamo in un’Europa senza frontiere».

La nuova legge cambia qualcosa per i padri separati e divorziati, che in qualche caso finiscono letteralmente sul lastrico proprio a causa del divorzio?

«Non cambia nulla. Questa è una piaga sociale dimenticata. Ci sono tantissimi uomini che sono in ginocchio. E una situazione di emergenza. Nella politica di salvaguardare la famiglia dobbiamo anche pensare che se togli la via d’uscita, un uomo diventa un disperato che può fare qualsiasi sciocchezza».

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