Don Mazzi su Fabrizio Corona: “Delinquente? per me è un agnellino in cerca di un padre

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“Io penso che Fabrizio sia solo un ragazzo con un eccesso di fiducia in sé, non un criminale”, scrive don Mazzi. “Nel mio Centro troverà la figura paterna di cui ha bisogno”

E difficile far capire alla gente che Fabrizio Corona è un ragazzo come tanti altri che, con un eccesso di fiducia in se stesso e con bulli-smo estremo, ha infranto più volte la legge. Convinto, come nessuno mai, che, sebbene per motivi diversi, lui e il Padreterno in fatto di bellezza e onnipotenza potessero darsi una mano. Invece non è così: rispetto ad altre mie “pecorelle smarrite” Corona è solo un agnellino. Purtroppo però per la legge, per la magistratura e per la quasi totalità della popolazione italiana è da considerare alla stregua di un vero criminale.

La gente pensa: ha meritato tutto quello che ha ricevuto e forse gli spetterebbe anche qualcosa in più. Tutto questo perché e diventato un protagonista. E in Italia quando uno diventa protagonista o lo si adora o lo si brucia sul rogo, come Savonarola. Io non voglio essere da nessuna delle due parti: per questo in quasi quarant’an-ni ho tirato fuori dalle galere sia fior di criminali sia poveri innocenti dimenticati là per aver commesso cosette da poco, ma non così da poco da non essere puniti. E ora eccoli in carcere schifosamente lasciati anni in attesa di processi che mai si faranno. Pannella e i radicali possono urlare, qualcuno di noi può scrivere e manifestare, ma i poveri non hanno mai fatto la storia, tanto meno se erano carcerati innocenti.

I magistrati hanno ben altro da fare! Ai ladri di polli o ai ragazzotti pescati con un paio di etti di coca devono sempre pensare gli altri, ma non si capisce bene chi siano questi altri… Torno a Fabrizio. Ha giustamente chiesto, più volte, di uscire di prigione e di venire a vivere nella mia Cascina. Qui infatti si sente bene perché sa di essere capito e ha già pronto un ufficio dove riprendere a lavorare. Sono sicuro che Fabrizio non abbia bisogno di psichiatri, di psicologi, di farmaci pesanti capaci di rendere idiota anche la statua americana della libertà.

La ricetta è la seguente: un ambiente sereno e famigliare, lontano dai riflettori e dai personaggi specializzati nel mandarlo fuori di testa. Fabrizio ha bisogno di un padre e l’ha trovato. Ora il tempo, il metodo e la sua voglia di vivere in modo diverso faranno la differenza. Nessuno è irrecuperabile. Voglio ringraziare tutta la gente che mi maledice e che inventa le offese più raffinate e sporche contro di me. Io continuo per la mia strada. In questo modo, se avete buona memoria, ho salvato gente alla quale nessuno dava “una lira” e che ora vive integrata e normale.

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