Donna di Salerno interrompe la gravidanza a Padova: ora è indagata

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E’ giallo intorno alla vicenda di una donna che vive nella provincia di Salerno ma ha deciso di abortire in una struttura veneta; per questo aborto ora la signora è indagata poichè l’intervento a cui si è volontariamente sottoposta è stato classificato come “sospetto”.

L’interruzione di gravidanza eseguita in base alla legge 194 del 1978 nella prima decina di marzo, nella sala operatoria della Clinica ginecologica nell’Azienda ospedaliera di Padova è stata ritenuta irregolare e ora la paziente è sotto inchiesta per procurato aborto.

La donna che si è volontariamente sottoposta all’operazione, dopo aver scelto personalmente la struttura ospedaliera dove farsi ricoverare. Il pubblico ministero Sergio Dini ha aperto un’inchiesta iscrivendo nel registro degli indagati, la signora residente in un paese della provincia di Salerno. Una signora sposata, incinta del primo figlio, gravidanza non tenuta nascosta, e il cui arrivo del bimbo era noto ad amici e parenti.

la donna sarebbe stata poi interrogata e in un primo colloquio pare aver dichiarato che sarebbero trascorsi meno di tre mesi dall’ultima mestruazione, che è il limite fissato dalla legge per abortire in condizioni normali. Proprio l’otto marzo che è il giorno che celebra le donne, viene effettuato l’intervento; sono stati sequestrati: cartella clinica e referti diagnostici.

Non sono stati resi noti i motivi dell’azione legale nei confronti della paziente né per quale ragioni l’intervenuto avvenuto nell’ospedale veneto sia da ritenersi non in regolare con le norme vigenti in merito all’interruzione di gravidanza; le varie ed eventuali irregolarità sono ora la vaglio dell’autorità giudiziaria, che procederà come è giusto se di reato si tratta.

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