Donna italiana in Inghilterra non riesce a vedere la Figlia

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Donna italiana in Inghilterra non riesce a vedere la Figlia.

Donna italiana in Inghilterra non riesce a vedere la Figlia., Alessandra Pacchieri ha 35 anni, vive a Chiusi, ma è originaria della provincia di Siena.

La sua storia e il suo volto sono stati portati alla luce dai suoi avvocati, Stefano Oliva e Luana Izzo, che raccontano  di come questa donna voglia solamente riavere la sua bambina, nata 15 mesi fa in una contea dell’Inghilterra dell’Est.


La sezione dei Servizi Sociali Inglesi, da quanto raccontato dalla donna e riportato in esclusiva sul sito Panorama, le hanno sottratto la neonata perché considerata “pazza” e le hanno detto che era già stata adottata mentre, al contrario, gli incontri tra la bimba e la coppia di genitori adottivi sono solo agli inizi.

Alessandra si trovava in Inghilterra per seguire un corso di addestramento all’aeroporto di Stansted per avere la possibilità di farsi assumere come hostess dalla compagnia Ryanair, ma non ci è riuscita a causa del suo disturbo bipolare, una disfunzione mentale che provoca un’alternarsi di stati di eccitamento a stati di depressione. A luglio, ottavo mese di gravidanza, si trovava nel suo albergo e viene colta da una crisi di panico dovuta alla mancata assunzione dei farmaci per il regolamento dell’umore: chiama la polizia che, trovandola in quello stato, chiamano la madre della donna e vengono a conoscenza del suo disturbo bipolare.

Avviano quindi le procedure giudiziarie: Alessandra viene quindi ricoverata in un ospedale psichiatrico e in agosto viene portata in sala operatoria per il parto cesareo disposto dal giudice.

La neonata viene quindi affidata ai Servizi Sociali Inglesi dell’Essex, ma si verifica il problema della registrazione della neonata, in primo momento effettuata con il cognome del primo compagno di Alessandra.

Dalle informazioni riportate dal sito, quindi, la donna viene dimessa e torna in Italia alla fine del 2012, sperando di avere maggiori possibilità di riavere la bambina con una battaglia legale.

Nella cittadina senese di Chiusi vivono anche le sue prime due figlie avuti da due diversi padri americani ed  entrambe affidate dai servizi sciali italiani alle nonna materna, proprio a causa del disturbo bipolare della mamma.

John Hemming, deputato liberal-democratico inglese e artefice di una campagna per la riforma del Diritto di Famiglia nel Regno Unito, sostiene che la donna ha subito un “abuso dei diritti umani”.

Olivia e Izzo, affiancati dal collega inglese Brendan Fleming, affermano che

“In questa storia non c’è solo la durezza delle istituzioni inglesi, ma uno scarico di responsabilità da parte italiana. Nessuno ha risposto al tentativo di contatto: né il ministero degli Esteri, né l’ambasciata italiana a Londra e nemmeno il consolato.Solo il ministero della Giustizia ha fatto sapere di non essere competente invitando la donna a perseguire le vie legali nel Regno Unito. A Londra si apprende tuttavia che “il consolato era stato messo al corrente dai servizi sociali dell’Essex nel dicembre 2012”, che successivamente aveva sì ricevuto comunicazioni in copia dagli avvocati in Italia, ma che “le cose sono state gestite tra le autorità dell’Essex e il tribunale in Italia”.

E che in ogni modo la madre della piccola “non si è mai rivolta direttamente alle autorità consolari

Il maggiore problema giudiziario da risolvere, a detta dei suoi avvocati, riguarda il ritardo con cui Alessandra a agito: avrebbe dovuto farlo subito dopo il parto, mettendo subito in discussione quanto fatto dalle autorità britanniche.

Il team di legali che si stanno occupando del caso sperano di riuscire a far revocare la decisione presa dalla giustizia britannica riguardo il processo di adozione della neonata.

Ci si trova quindi di fronte ad un bivio: da un lato c’è il fronte inglese, con l’appello che sta procedendo, e dall’atra parte c’è il fronte su cui si trova il tribunale di Firenze, che “potrebbe inserire anche l’ultima nata, con le sue due sorelle, nell’istruttoria di affidamento alla zia americana”  come sperano i legali di Alessandria.

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