Elisabetta II in guerra con Kate Middleton

4920

Chissà se a parlare è stata per una volta la madre rammaricata per il trattamento riservato al figlio oppure, come sempre, la sovrana fedele guardiana delle regole. Fatto è che quel diktat sparato da Elisabetta II ha il peso di un macigno, un gesto tanto clamoroso quanto inaspettato maturato nelle lunghe conversazioni con Carlo. La paura condivisa è che il potere dei Middleton in seno alla famiglia stia esondando dagli alti argini già eretti, che la borghesizzazione dei Windsor stia avvenendo troppo in fretta e a un livello troppo alto.

«Tornate subito a Londra, il 13 giugno dovrete essere a Buckingham»: questo in sintesi il messaggio che sua maestà ha fatto recapitare a William, più che un invito l’obbligo non solo a presenziare all’annuale Trooping the Colour durante il quale si celebra il compleanno della regina, ma a rientrare in città per riprendere quel ruolo istituzionale che il titolo comporta. Di fatto una pressione a porre fine sul nascere all’annunciato esilio ad Anmer Hall, nel Norfolk, la tenuta che Elisabetta ha regalato ai nipoti per le vacanze ma che loro hanno scelto come base per la vita familiare. Lontano da Londra e dalla corte, dai codici di palazzo e dagli stessi Windsor. Lontano da nonno Carlo, che a quanto pare ha visto l’ultima nata Charlotte solo una volta il giorno dopo la sua nascita.

Ma nel mirino della regina, almeno al centro del mirino, non c’è tanto il desiderio dei nipoti di far crescere George e Charlotte in mezzo alla natura e lontano dai paparazzi – Elisabetta stessa sta a Londra giusto il minimo indispensabile – quanto Carole Middleton, la mamma di Kate. Che, non paga di essersi trasferita ad Anmer Hall assieme a figlia, genero e nipoti, di fatto detta legge in casa. È lei a impartire ordini alla servitù, a stabilire le regole che la supertata spagnola Maria Borrallo deve adottare con i bambini, addirittura a scegliere il menu che a pranzo e a cena viene servito in tavola. Kate, che stravede per la madre, è ben lieta di avere il tempo per riposarsi e rimettersi in forma nella piscina costruita ex novo; William asseconda la moglie fidandosi ciecamente della suocera, che lui considera una sorta di seconda madre molto più di Camilla. Un aiuto, quello di Carole, non solo momentaneo: lei e Pippa starebbero infatti cercando una casa in zona per trasferirsi nel Norfolk in pianta stabile.

Un’ingerenza eccessiva che se si dice non convinca appieno neppure suo marito – Michael Middleton è rimasto nel Berkshire e pare abbia confidato agli amici il timore che sua moglie si stia impicciando troppo in affari non suoi – ha di certo irritato la regina spingendola a prendere posizione dopo mesi di malumori sotterranei. Che lei, Filippo, Carlo e altri membri della “ditta” fossero preoccupati per quella definita in privato “middletonisation” della famiglia, è noto da mesi. Una middletonizzazione che non riguarda solo la presenza fissa di Carole, ma un intero modo di intendere: William e Kate hanno personalmente selezionato i domestici pescando fuori dal bacino di Buckingham, proprio perché nessuno di essi fosse ricollegabile a una qualche corrente di famiglia. Domestici che si rivolgono loro con i nomi di battesimo senza formalismi e riverenze, una richiesta precisa della duchessa. Qualcosa che, per chi a due anni sapeva già inginocchiarsi di fronte a genitori e nonni, è semplicemente intollerabile.

Una deriva borghese fomentata da Carole e Kate che se non avesse l’avallo di un futuro re, se in ballo non ci fosse l’educazione di chi un giorno gli succederà, potrebbe pure far chiudere entrambi gli occhi alla regina. Ma così non è, e dopo i tentativi di Carlo, mossi anche dal rammarico di vedere i nipotini crescere lontani da lui, ecco scendere in campo anche lei. Che intimando ai duchi di Cambridge di tornare a Londra per il Trooping the Colour, di riaprire le serrande di quell’appartamento dentro Kensington Palace ristrutturato con quasi 5 milioni di euro pubblici, ribadisce la linea: essere un Windsor significa avere più doveri che privilegi, nessuno può esimersi dal rivestire il ruolo con dedizione e sacrificio totali. Tanto più se porterà la corona.

Vedremo se i principi le daranno ascolto o proseguiranno sulla loro linea. Che è poi quella dettata da un’altra nonna, l’ex hostess che dopo essere riuscita nell’impresa di piazzare una figlia sul trono, ora lo presidia spavalda.

Condividi