Emma Bonino è guarita dal cancro

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«È certamente un bel giorno per me». Emma Bonino stupisce ancora una volta, annunciando dai microfoni di Radio Radicale la scomparsa delle evidenze del tumore ai polmoni, male che aveva comunicato al popolo radicale nello stesso modo, sempre in diretta radiofonica, il 12 gennaio scorso.

Quella gelida mattina d’inverno aveva la voce rotta dall’emozione, da una umanissima paura delle incognite da affrontare. Ieri il timbro era allegro, squillante. Il contenuto, tipicamente boniniano, un misto di realismo, razionalità, voluto distacco e, insieme di emozioni: «Il bollettino medico contiene una buona notizia, perché gli esami clinici e la Tac fatti in questi giorni evidenziano una disapparizione di ogni evidenza di cancro, è il meglio che mi potevo aspettare».

E qui Emma Bonino pensa subito agli altri: «Il mio è anche un messaggio di speranza che voglio dare a tutti quelli che a milioni stanno seguendo dei percorsi per questo tipo o altro tipo di sfide che ci troviamo ad affrontare, e comunque mi pareva giusto e sacrosanto condividere la situazione come ho fatto dall’inizio con voi tutti tramite Radio Radicale».

Poi ringrazia il collegio medico, i professori Santini, Cortesi e Tombolini, «il personale medico e paramedico che in questi mesi mi ha assistito durante le radio e chemio terapie, con grandissima attenzione, per non dire con grandissimo affetto».

Ha ben chiara la prospettiva che la partita non è chiusa. Una consapevolezza assoluta, anche qui Bonino entra nei dettagli: «So bene che, come scrive il bollettino, è solamente una tappa, che dovrò fare bene adesso questa radio terapia preventiva al cervello e poi un periodo di riposo abbastanza lungo che mi è stato prescritto proprio per evitare ricadute percentualmente molto alte in questo tipo di cancro nei primi dodici mesi dopo il trattamento. Però è un bel giorno per me, mi consente anche di dedicarmi un po’ di più, appena recupererò un po’ di forze, alle attività politiche che mi stanno a cuore, poterlo far sapere come messaggio di speranza».

L’annuncio ottiene l’effetto che lei stessa aveva voluto: un gesto in qualche modo «politico» e un messaggio di speranza. Dal Campidoglio le arriva un grande applauso collettivo durante la cerimonia di iscrizione nel registro delle unioni civili capitoline delle prime 17 coppie italiane.

Cadono i confini tra partiti, gli auguri sono tutti uguali, quelli di Renata Polverini o di Mara Carfagna da Forza Italia, o gli altri di Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, e di Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica.

«Apprendo con grande gioia la notizia del netto miglioramento delle condizioni di salute di Emma Bonino, a cui rivolgo i miei più affettuosi auguri per un pronta e completa guarigione — scrive in una nota il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi . Emma è una donna forte e coraggiosa e il Paese ha ancora bisogno di persone come lei».

Carmine Pinto, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia medica del Policlinico Sant’Orsola  Malpighi di Bologna e presidente dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom) si ricollega alla frase-chiave sulla speranza: «La positività e la condivisione delle scelte di cura, non solo da punto terapeutico, ma anche emozionale, sono davvero fondamentali per la buona riuscita del trattamento oncologico. E aiutano ad accettare meglio anche le difficoltà insite nelle cure anticancro. Non dobbiamo più parlare di cancro come di una malattia incurabile e inguaribile, ma di una patologia come tante altre, che può essere trattata e spesso sconfitta».

Lei, Emma Bonino, non vuole dire altro («niente da aggiungere, e non sono il mio tumore», un modo per negare l’identificazione malattia-persona). Tutto ora è affidato al suo sorriso degli ultimi tempi, alla sua capacità di capovolgere perfino lo stereotipo del foulard annodato per nascondere gli effetti della chemioterapia (ha inventato una originale copertura con una treccia di stoffa dal sapore mediorientale).

Modalità che hanno colpito anche papa Francesco. Il 2 maggio Emma Bonino, di nuovo a Radio Radicale, aveva raccontato di aver ricevuto una telefonata dal pontefice: «Si è informato della mia salute incoraggiandomi a tenere duro, cosa che sto facendo con tutte le mie forze. Mi ha rinnovato l’impegno a tenere duro perché poi l’erba cattiva non muore mai, ma mia mamma diceva che sono un’erba resistente, cattiva no». Resistentissima, questo è sicuro.

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