Evasione, si riduce il penale e il fisco sarà meno invasivo

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ROMA Con la consueta enfasi, Matteo Renzi lo ha definito un «passo gigantesco per la semplificazione del Fisco». Dopo mesi di discussioni, a poche ore dalla scadenza della delega, il consiglio dei ministri ha adottato cinque decreti delegati per riformare la macchina fiscale italiane. Le novità sono molto. A iniziare da quelle che riguardano le pene per gli evasori. Già il mese scorso il governo aveva adottato un decreto per depenalizzare l’elusione. Adesso l’opera viene completata inasprendo le sanzioni per l’evasione (quasi sempre punita fino a sei anni), ma alzando le soglie oltre le quali scatta il penale. A cominciare, per esempio, dall’omesso versamento dell’Iva, un reato molto legato alla crisi economica. Diversi sono stati i casi di imprenditori che hanno correttamente dichiarato l’imposta, ma poi non sono stati in grado di versarla per mancanza di liquidità. Fino a ieri il reato scattava se il mancato versamento era superiore a 50 mila euro. Questa soglia è stata alzata a 200 mila euro. Non solo, gli evasori che salderanno i debiti con il fisco prima che dell’apertura del dibattimento di primo grado, potranno scampare il processo. Le novità non finiscono qui. Nel decreto sulla riorganizzazione delle Agenzie Fiscali è prevista una razionalizzazione dei controlli. Il Fisco potrà andare in azienda una volta sola, i suoi controlli non potranno accavallarsi con quelli di altri, come la Guardia di Finanza.

LEALTRENOVITÀ

Il testo, poi, prevede la soluzione all’annosa questione dei 1.200 dirigenti dichiarati illegittimi da una sentenza della Corte Costituzionale perché assunti senza concorso. I posti dirigenziali saranno sfoltiti e ci saranno pubbliche selezioni per coprire quelli vacanti. Selezioni che saranno fatte solo sulla base di esami, senza considerare le esperienze pregresse. Importanti cambiamenti arrivano anche per la riscossione. Il contestatissimo aggio incassato da Equitalia scenderà dall’8% al 6%, e cambierà nome. Si chiamerà «contributo pubblico alla gestione della riscossione». Sarà resa più semplice anche la rateizzazione delle cartelle, già oggi possibile fino a 10 anni. Chi si trova in difficoltà temporanea potrà ottenerla dietro semplice comunicazione.

Sul fronte del contenzioso sono previste alcune importanti norme a favore dei contribuenti. Come la cosiddetta «esecutività» delle sentenze. Se una commissione tributaria darà ragione ad un cittadino o ad un’impresa in un litigio con il fisco, il rimborso dei soldi sarà immediato, senza dover fare nessun altro passaggio burocratico. Un’ulteriore novità è contenuta in un altro dei cinque decreti approvati, quello che riforma gli interpelli, il meccanismo attraverso il quale il contribuente chiede alle Entrate se un suo comportamento è considerato corretto. Varrà in questo caso, il meccanismo del silenzio-assenso. Passati 90 o 120 giorni, a seconda del tipo di richiesta, se l’amministrazione fiscale non avrà dato una risposta, allora la proposta fatta dal contribuente sarà data per acquisita.

GLI SCONTI FISCALI

L’ultimo dei testi approvati dal governo riguarda il monitoraggio dell’evasione fiscale. Ogni anno, con la legge di Stabilità, ci sarà una quantificazione precisa redatta da una commissione ad hoc che verrà creata. Ma c’è anche un passaggio che riguarda la spending review. Tutte le detrazioni fiscali, le cosiddette tax expenditures, dovranno subire una revisione annuale. Quelle più vecchie di 10 anni dovranno essere eliminate, confermate o ridotte, anche se questo meccanismo non sarà automatico come era stato previsto nelle prime bozze dei decreti. Le somme ricavate dallo sfoltimento degli sconti fiscali, andranno ad alimentare il fondo per il taglio delle tasse, che come priorità avrà l’abbassamento della pressione fiscale sul lavoro.

Andrea Bassi

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