Expo, viaggio reale nel supermarket del 2050

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Vi siete mai chiesti cosa mangeremo e quali cibi compreremo fra 40 anni? All’Expo di Milano potrete vederlo, anzi di più, fare la spesa in un vero supermercato del futuro.

Immaginate di essere in un supermercato e di passare una mano sopra un espositore pieno di bottiglie di latte e, ad un tratto, vedere comparire su uno schermo tutte le informazioni su come è stato fatto: dal luogo in cui pascolano le mucche alla loro alimentazione, dallo stabilimento in cui è stato pastorizzato fino ai chilometri percorsi per raggiungere il megastore dove siete in questo momento. Non è fantascienza e nemmeno una scena del nuovo attesissimo episodio di Star Wars, ma una delle esperienze che si può fare all’Expo 2015 di Milano e precisamente al Future Food District, il padiglione dedicato al cibo del futuro nato dalla collaborazione tra l’archistar Carlo Ratti, il Mit Senseable City Lab di Boston e Coop Italia.

Un rmgaetom con robot é infotainment

Entrarci è come fare un viaggio nel tempo. Tutto comincia con una scalinata di venti gradini dove si ha la sensazione di perdere ogni punto di riferimento. Poi ecco che si apre un immenso supermercato di 2.500 mq distribuito su più gradoni in discesa, e quindi visibile dall’ingresso fino alle casse. Frutta e verdura a perdita d’occhio con colori sgargianti e nessuna ammaccatura e centinaia di prodotti ordinati in espositori orizzontali che in un attimo ti fanno dimenticare cjuegli scaffali di 3 metri che costeggiano i corridoi dei supermercati pieni zeppi di barattoli e vasetti. Sopra ogni espositore, una schiera di schermi Icd forniscono continuamente informazioni sui prodotti sottostanti e tre YuMi, robot di nuova generazione (realizzati da ABB Robotics) dotati di braccia, vista e tatto, soddisfano ogni richiesta del cliente in una rapporto “You and Me”, uomo e macchina.

Sapere tutto è all’avanguardia

Secondo il prototipo del Future Food District di Expo, il massimo dell’alimentazione del futuro non è tanto fatta di cibi sintetici, supemutrienti o elaborati al laboratorio, ma di trasparenza su tutte le informazioni relative a ciò che si compra. Spiega il direttore di Scuola Coop Stefano Ferrata:

«il consumatore del futuro, ormai immerso in un mondo di dati, immagini, notizie in tempo reale, vorrà sapere anche su ciò che mangia tutto, dall’origine esatta della materia prima usata fino al dettaglio dei nutrienti». Aggiunge Carlo Ratti, il famoso architetto 44enne del MIT di Boston: «il futuro del mercato potrebbe essere una specie di Louvre dove sono visibili le storie dei prodotti in etichette intelligenti e digitali».

Il frigo che avremo fra 40 anni

Camminando fra i banchi del Future Food District di Expo ci si imbatte in una teca che mostra come conserveremo il cibo nel 2020. “Che differenza ci sarà mai, è tra 5 anni” verrebbe da dire! «E invece no, andremo sempre più verso cibi a lunghissima conservazione» spiega Marco Pedroni, presidente di Coop Italia. «Il vecchio sottovuoto o gli attuali processi ad atmosfera modificata che permettono di conservare il prosciutto per una settimana saranno obsoleti. Nel futuro si userà la cosiddetta “alta pressione” che permetterà di mantenere fresco un pesce fino a 21 giorni e consumarlo come se fosse appena pescato». Proprio come le scatole di cavallette in esposizione sulla teca del 2020. Spiega subito Pedroni: «Sarà difficile che nel futuro avremo l’abbondanza di cibiche abbiamo oggi. Per riuscire a sfamare tutti dovremo cominciare ad accontentarci di mangiare anche cavallette, formiche e altri insetti».

IL FRESHBOOK

Svoltato l’angolo ecco il prototipo del frigo del 2050: luce azzurrina e un libro al centro che comunicherà direttamente con il nostro smartphone. Spiega Pedroni: «Metteremo i prodotti in questa specie di libro con scompartimenti fatti di plastica intelligente che terrà sotto controllo la freschezza dei cibi, e dialogherà direttamente con lo smartphone. Tipo: “l’insalata sta deperendo, domani sarà l’ultimo giorno in cui potrai consumarla”… In questo modo si tenterà di abbattere gli sprechi e di agevolare la persona con liste della spesa che si faranno da sole in via telematica».

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