Fabrizio Corona esce dopo 30 mesi di cella, Don Mazzi si occuperà di lui

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Giuro: qui dentro non ci tornerò più”. Fabrizio Corona ha lasciato il carcere di Opera. Non per la libertà. È stato trasferito alla comunità Exodus di don Mazzi a Villadosia, poco distante da Varese. Qui potrà scontare il resto della pena se rispetterà le precise e severe prescrizioni disposte dal giudice di sorveglianza.

ALTRIMENTI tornerà in cella. L’affidamento è infatti temporale. Revocabile in qualunque momento. Non potrà uscire dal centro di recupero, pochissime le visite concesse, cosi come le telefonate e ridotti al minimo i rapporti con l’esterno. “Sarà controllato costantemente e dovrà comportarsi benissimo, ma io so che ce la farà alla grande”, confida ancora quasi incredulo Ivan Chiesa, l’avvocato che insieme ad Antonella Calcaterra ha difeso Corona e ne ha seguito l’intero iter. Chiesa ieri era fuori dal penitenziario ad aspettarlo. “Sono felice, qui dentro non ci tornerò più”, ha gridato abbracciandolo il fu Re dei paparazzi. Poi insieme hanno raggiunto la comunità Exodus. “Fabrizio ha fatto degli errori, sicuramente tanti ma è un bravo ragazzo e non è pericoloso; ci sono tanti pericolosi veri in giro, lui non lo è, mi creda”, ripete Chiesa. “Sono felice, davvero”, dice salutando.

Un risultato quasi insperato, del resto. Arrivato dopo tanti no degli ultimi mesi. Alle pene alternative, alle riduzioni: no a tutto. Uno spiraglio si era aperto il 10 febbraio 2014 quando il gip del Tribunale di Milano aveva concesso a Corona uno sconto di pena riducendo il cumulo da 13 anni e due mesi a nove anni. Poi è intervenuta la Cassazione e ha detto no: nessuno sconto. La difesa di Corona, tra gli altri, ha anche chiesto la grazia parziale all’allora capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Inutilmente.

E LO STESSO don Mazzi si era da subito reso disponibile per accogliere “il mio amico Fabrizio”. Il fondatore di Exodus scrisse su Famiglia Cristiana poco prima di Natale: “Fabrizio vuole ritrovare se stesso. Fabrizio ha un cuore d’oro e una testa… (aggiungete voi l’aggettivo che non posso aggiungere io). I suoi errori stupidi e assurdi, però, sono stati puniti e giudicati in modo particolarmente feroce. Mi scuso dell’aggettivo, ma lo ribadisco. Noi adulti, soprattutto se investiti di poteri sanzionatori, non possiamo lasciarci influenzare dal carattere di certi personaggi, interpretando le loro esuberanze quasi fossero omicidi o attività mafiose”.

Ieri don Mazzi ha accolto “con enorme gioia” l’amico Fabrizio. E lui s’è stupito con l’avvocato: “Ma ti rendi conto? Qui posso usare il telefono”.

UN ALTRO Corona rispetto a quello del 23 gennaio 2013 quando si costitui in Portogallo dopo una fuga durata alcuni giorni. La prima delle molte condanne a lui inflitte era diventata definitiva: si va dall’estorsione per i foto-ricatti fino alla bancarotta e alla corruzione di una guardia penitenziaria. “Ho attraversato la tempesta, ho lottato fino all’ultimo è stata dura ma era necessaria. Ora si riparte. #sipuede”, ha scritto, dopo la scarcerazione, in un tweet.

Lui che da tempo andava ripetendo, anche davanti ai giudici: “Sono cambiato, ma sto male in carcere, ho seri problemi psicologici, datemi un’opportunità”. E quell’opportunità gli è stata concessa ieri dal giudice Giovanna De Rosa.

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