Facebook censura il capolavoro di Courbet Ma ignora l’odio (vero) per Bocelli e Jovanotti

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Avete un collega talmente malvagio che lo uccidereste con una fiocinata in pancia come Monica Bellucci col marito fedifrago nel film L’ultimo Capodanno di Marco Risi, ma giustamente non si fa? Donne: avete conficcata in mente come un chiodo l’immagine di quella gallina pure brutta che mentre voi piangevate lei rideva perché si spupazzava il vostro uomo e trovereste pace solo vedendola bidimensionalizzata da un rullo compressore a mo’ di striscia pedonale umana, ma giustamente non si fa? Nema problema, come dicono i croati intendendo «nessun problema».

Iscrivetevi a Facebook, aprite una pagina intitolata con nome e cognome dei soggetti di cui sopra seguiti dalle parole «schifoso/ handicappato/ ah ah ah!», caricateci ogni giorno i più squallidi fotomontaggi derisori e sfogatevi in uno sciacallaggio pubblico del tutto indisturbati. Non temete segnalazioni per istigazione all’odio di persone affette da disabilità. Se le faranno, saranno vane.

Il 18 maggio scorso noi abbiamo segnalato a Facebook, invitando a farlo anche i nostri lettori, ben 25 pagine più un gruppo che istigavano all’odio nei confronti di Andrea Bocelli. Si trattava di 26 pagine strapiene di fotomontaggi, post e commenti in cui il tenore veniva deriso in modo ripugnante per la sua cecità. Pubblicammo alcune di quelle oscene foto, denunciando l’esistenza delle pagine da cui provenivano, il 14 maggio.

Facebook ha finalmente risposto alle 26 segnalazioni: «Grazie per il tempo dedicato alla segnalazione di un contenuto che secondo te potrebbe non rispettare i nostri Standard della comunità. Le segnalazioni come la tua sono fondamentali per rendere Facebook sicuro e accogliente. Abbiamo controllato la Pagina che hai segnalato per la presenza di discorsi o simboli di incitazione all’odio e abbiamo riscontrato che rispetta i nostri Standard della comunità».

Capito? Ma queste risposte sono ancora più inammissibili se paragonate a quanto accaduto a Vittorio Sgarbi. Nei giorni scorsi, in visita al Musée d’Orsay di Parigi, il critico d’arte ha postato sulla sua pagina un selfie davanti al noto quadro L’origine del mondo di Courbet. Facebook gli ha chiuso la pagina per contenuto pornografico. Anche a Matteo Salvini Facebook bloccò la pagina per 24 ore perché aveva usato la parola «zingari» anziché «rom».

Però un non vedente può essere sbeffeggiato per il suo handicap da 26 pagine e migliaia e migliaia di persone. Sarà per questi standard un po’ così che qualcuno ha già aperto la pagina «Jovanotti che fa pompini gratis per fare esperienza», ironizzando volgarmente sull’intervento all’Università di Firenze nel quale il cantante ha raccontato d’aver lavorato gratis in varie sagre estive da adolescente pur di essere vicino alla musica (ce ne siamo occupati ieri).

La procedura è questa. Si segnala la pagina, specificando nei confronti di quale categoria essa disturbi o inciti all’odio: una razza o un’etnia, un gruppo religioso, sesso o orientamento sessuale, persone affette da disabilità o malattia. Ma segnalare pagine d’odio verso disabili sarà come gridarlo al vento.

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