Family Day bigotti ma tanti invasione di neocatecumenali

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Il Family Day della gremita piazza San Giovanni di Roma lo si capisce meglio quando parla Kiko Arguello. Arguello è una specie di santone che ha inventato il movimento neocatecumenale. Parla solo se ha una croce al suo fianco – e quella che gli portano è alta due metri – e con la chitarra in mano. Il suo intervento viene accolto da un boato della piazza, davvero colma. Il portavoce, Massimo Gandolfini, di Scienza e Vita, ne annuncia “un milione”, in realtà saranno duecentomila ma comunque tanti. Arguello sciorina la sua particolare “omelia” fatta di “demonio e Satana” che attenta alla vita consacrata all’amore di Dio. Poi, quando prende la chitarra e canta, accompagnato dai violini che so no collocati alla sua destra, è tutta la piazza a cantare.

I NEOCATECUMENALI sono l’ossatura della manifestazione. Contro la “colonizzazione ideologica” della teoria “gender” e contro le unioni dello stesso sesso, sono venuti da tutta Italia, otto pullman anche dalla Sardegna. E, in massa, da Roma. Il Vicariato, infatti, si è speso molto come dimostra la lettera inviata nei giorni scorsi da don Filippo Morlacchi, direttore dell’Ufficio per la pastorale scolastica del Vicariato di Roma che ha invitato “insegnanti, genitori e uomini di buona volontà” a scendere in piazza, “anche a nome del cardinale vicario”, Agostino Vallini.

La manifestazione ha avuto un obiettivo preciso: battere i due ddl che sta discutendo il Senato, quello di Monica Cirinnà che regola le unioni civili tra coppie dello stesso sesso, e quello di Va -leria Fedeli sull’introduzione “dell’educazione di genere nelle scuole”.

Nella piazza si fa un po’ di confusione tra i due. “Se passa il ddl Cirinnà” spiega al Fatto un’insegnante romana venuta con la famiglia, “avremo l’educazione gender nelle scuole”. Nemmeno il ddl Fedeli parla di “gender” ma tant’è. L’allarme su una “educazione al rispetto” che “maschera la filosofia gender” assilla Jacopo Coghe rappresentante del movimento Manif pour tous in Italia che si ispira alle mobilitazioni francesi e che insiste sulle scuole italiane in pericolo. Il sito difendiamoinostrifi-gli.it pubblica i casi di questo tipo ma sono solo quattro e comprendono anche le lezioni contro il bullismo che, giocoforza, devono spiegare cosa sia l’amore omosessuale.

La manifestazione comunque è un successo. Prima di Arguello, a infiammare la piazza è stato Mario Adinolfi, già candidato alle primarie del Pd, poi direttore della Croce (quotidiano scomparso dalle edicole) e tribuno della piazza. Adinolfi se la prende con il sottosegretario Ivan Scalfarotto ma soprattutto con Elton John e la pretesa degli omosessuali di “volersi onnipotenti come Dio” strappando con il denaro dal grembo di madri indigenti (si riferisce all’utero in affitto) figli incolpevoli che cresceranno senza un padre e una madre come vuole nostro Signore.

Anche l’ex sottosegretario del governo Berlusconi, Alfredo Mantovano, concede molto alla retorica di piazza: “Una bomba sta per essere lanciata (il ddl Cirinnà, ndr.) e noi dobbiamo difendere la famiglia come le mura di una città assediata”. “La Costituzione – continua – assegna alla famiglia la centralità” perché solo dalla famiglia possono venire i figli e “senza figli una nazione muore”. Poi invita la politica a “stare al passo di questa piazza” così come il movimento è stato al passo “delle parole di Papa Giovanni Paolo II”.

Papa Fra n ce s co non viene mai nominato e del resto la manifestazione esprime una parte, cospicua ma minoritaria, del variegato mondo cattolico. Insieme ai neocatecumenali sono rappresentate le posizioni più estreme come Notizie Pro Vita di Toni Brandi o il Movimento italiano per la Vita. Mancano invece sigle storiche come Acli, Sant’Egidio, Agesci o Focolari-ni. Comunione e Liberazione è rappresentata dal settimanale Tempi di Luigi Amicone ma in piazza c’è anche Maurizio Lupi e c’è, di fatto, tutta l’Ncd.

GAETANO QUAGLIARIELLO,

esponente di spicco del partito, parla di una manifestazione “sopra le nostre aspettative” e sottolinea il fatto che l’Ncd sia l’unica forza politica presente (passa però anche Lucio Malan di Forza Italia e Isabella Rauti, poi in serata manderanno messaggi Matteo Salvini, Francesco Storace, Giorgia Meloni e altri). La presenza del Ncd – Angelino Alfano saluta con twitter la piazza- riguarda direttamente il governo. “Non credo che il ddl Cirinnà vada ridiscusso da capo” assicura al Fatto Quaglieriello, “non almeno nelle parti che riconoscono diritti personali. Ma noi diciamo ‘no’ all’equiparazione del matrimonio e in particolare alla sua tipizzazione. Su questo ci aspettiamo modifiche”. Monica Cirinnà, invece, resta sulle sue posizioni: “Io difendo i diritti di tutti, credo che al Family Day si sia trattato di un piazza di privilegiati eterosessuali che affermano di volersi tenere i loro privilegi”. Alla fine tweetta Graziano Delrio, ministro renziano e padre di nove figli: “C’è sempre bisogno di ascoltare, aumentare i diritti non è un pericolo per la famiglia”.

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