Fernando Alonso incidente sul circuito di Montmelò, sconosciute le cause

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Fernando Alonso protagonista di un brutto incidente, ma fortunatamente per lui solo un grande  spavento. La pista è quella di Montmelò in Spagna, durante le prove l’ex pilota della Ferrari si è schiantato contro la reccinsione del circuito. Il pilota ex campione del mondo, e tutt’ora uno dei piloti di spicco della formula uno, in questa stagione è passato alla McLaren.

Un punto fermo, all’interno di una giornata convulsa, di spavento, terrore e paura, l’ha messo nel pomeriggio Flavio Briatore su Twitter: «Fernando sta bene, tutti i test sono negativi. Un po’ di riposo e tornerà più forte che mai. Vamos». Briatore e Alonso sono legati da un’amicizia a doppio filo, le parole del finanziere italiano sono un sollievo per tutti, dopo il terrificante incidente del pilota spagnolo. Però urge chiarire il concetto di “terrificante”: Alonso non è uscito di pista ad alta velocità, non è volato fuori pista disintegrando l’auto, non si è schiantato contro i muri di cemento. Al contrario – in maniera del tutto inspiegabile – ha scartato sulla destra in un punto relativamente lento (tra la curva 3 e la 4), mentre guidava a circa 150 orari (per la Formula 1, nulla). Non è riuscito a correggere la traiettoria, né a evitare l’impatto: l’auto ha strisciato contro il muretto di protezione, si è rovinata, ma tutto sommato nemmeno molto. 464112042
Eppure, Alonso non ha potuto slacciare il sistema di protezione del collo (il cosiddetto Hans), né a scendere dalla monoposto. Sono dovute entrare in azione le squadre di soccorso (“extraxtion team”), mentre i medici sono immediatamente giunti (con la “medical car”) sul luogo dell’incidente.
A quel punto, ha spiegato Fabrizio Borra (il suo fisioterapista, amico, confidente e consigliere), i soccorritori hanno trovato Alonso cosciente e vigile, ma molto agitato. Dopo una decina di minuti, secondo protocollo (come ha confermato il portavoce della Fia, Matteo Bonciani), hanno provveduto a sedarlo, quindi a immobilizzarlo (gli hanno cioè applicato un collare ortopedico).

Poi l’ambulanza lo ha trasportato al centro medico del circuito. La spiegazione dell’incidente (spiegazione mancante sino alla tarda serata di ieri) è dunque un giallo. Più chiare le fasi successive, sebbene siano state spiegate con un certo ritardo. Il pilota è stato giudicato in buone condizioni, ma nonostante questo è stato deciso di elitrasportarlo in ospedale e di sottoporlo a una Tac. Il responso, secondo fonti ufficiose, è stato buono. Ma ugualmente Alonso è stato trattenuto in osservazione. Motivo: si è acceso il sensore (che la Fia da anni ha imposto a bordo delle auto) che segnala il superamento dei 15 g di accelerazione di gravità.
Da ricordare che gli era già successo una volta, quando era alla Ferrari. Un “semplice” salto su un cordolo aveva sottoposto il suo fisico a una tale sollecitazione (25g, registrata dalle telemetria della monoposto) che la notte in ospedale era stata inevitabile. Era il 2013, la gara era il GP di Abu Dhabi sulla pista della Yas Marina. Quella di ieri sia stata una vicenda simile. In ogni caso, si è trattato di una dinamica così atipica, tanto che qualcuno ha ipotizzato un malore prima dell’incidente. Ma questa è una voce che, sebbene piuttosto “quotata” immediatamente dopo l’urto, è stata poi formalmente smentita per bocca del suo manager, Luis Garcia: «Niente malore, questo è certo».

Un dato che non sminuisce affatto la cornice perlomeno strana del fatto, né aiuta a chiare la dinamica. Si può pensare a una rottura dell’auto, un problema meccanico (alle sospensioni?) o elettronico (queste auto sono piene zeppe di diavolerie elettroniche). Ma nulla è stato detto. La McLaren, comunque, benché l’incidente si sia verificato a parecchie ore dalla chiusura dei test (era tarda mattinata), ha scelto di chiudere la giornata e l’intera sessione di lavoro. Il manager, comunque, ha voluto evitare qualsiasi speculazione che addosasse la colpa alla squadra. Tanto che, dopo aver smentito il malore, ha spiegato: «Tutto è accaduto in una situazione normale e smentisco anche qualsiasi colpa della macchina. Semplicemente, Fernando ha perso aderenza ed è uscito di pista. Poi è andato in ospedale per precauzione. Sono già stati fatti tutti gli esami del caso e sono andati bene. Lo scontro col muretto di recinzione ha causato tutto il resto. Ora resterà in osservazione per le prossime 24 ore secondo il protocollo medico».
Così starebbero le cose, almeno secondo le fonti ufficiali. Non mancano, sul web, le teorie “complottiste” (ma, si sa, ne nascono su temi ben più scottanti di questo…) secondo cui Alonso sarebbe stato colpito da una scarica elettrica. Un’ipotesi infondata e nemmeno possibile: gli abitacoli (e mole altre parti dell’auto) sono perfettamente isolati da qualsiasi componente elettrico.
Uno dei testimoni oculari dell’uscita di pista è stato Sebastian Vettel. «Alonso andava piano – ha detto il tedesco – ha fatto una manovra strana: è andato a destra verso il muro e lo ha urtato un paio di volte. A quel punto l’ho perso di vista».

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