Ferro nei bambini, vademecum per mamma e papà

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Ferro per i bambini: “Vademecum” per una corretta alimentazione neonatale ed infantile.

Ferro per i bambini- Difficile a credersi ma uno degli elementi più importanti della nostra alimentazione, il ferro, è anche quello di cui più di frequente si evidenzia la mancanza.

Si tratta di un componente fondamentale per il nostro organismo, purtroppo sempre meno presente, soprattutto nell’alimentazione neonatale ed infantile.

Un recente studio della Nutrintake, infatti, ha reso noto come quasi il 100% dei lattanti e l’80% dei bambini al di sotto di un anno di età siano nutriti in modo tale da non coprire il fabbisogno di ferro loro necessario per una corretta crescita.
A supporto di tale studio si schiera anche l’EFSA  (European Food Safety Authority), la quale ha evidenziato come il problema della carenza di ferro all’interno dell’alimentazione di adulti e bambini sia una problematica molto diffusa in Europa e nella nostra stessa Italia.

L’importanza del ferro per l’alimentazione neonatale ed infantile, come spiega il Prof. Andrea Vania, Responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica del Dipartimento di Pediatria e NPI dell’Università La Sapienza di Roma, risiede nella sua stretta correlazione con le facoltà cognitive e comportamentali del bambino.
Una carenza di ferro può generare, infatti, irrequietezza, difficoltà di concentrazione e scarsa reattività.
Anche il sistema immunitario, come quello cerebrale, può negativamente risentire della carenza di ferro: più debole sarà infatti la risposta immunitaria alle infezioni, così come più lenoa e difficoltoso sarà il procedimento di crescita.

Il Prof. Vania spiega inoltre  altresì come la mancanza di ferro non sia solo da imputare ad una scorretta alimentazione, ma altresì ad un’ulteriore caratteristica di tale elemento: il suo metabolismo, particolarmente complesso, ne implica un più rapido ed abbondente assorbimento solo se associato ad altri alimenti.
Sempre più importante in questo frangente, quindi, si rivela l’alimentazione: da prediligersi  quindi carne, legumi, uova e particolari tipi di verdure (va subio smentita la leggenda di Braccio di Ferro: per quanto noto, gli spinaci non sono in grado di apportare una sufficiente quantità di ferro all’organismo ed anzi fanno parte di quei cibi che necessitano dell’associazione con altri alimenti).

A conclusione della sua analisi, il Prof Vania propone un “vademecum pro ferro”, a disposizione di adulti e genitori affinché sia loro possibile garantire ai propri figli una corretta alimentazione e un sufficiente apporto giornaliero di ferro.
Per i  primi 6 mesi di vita del bambino è da prediligersi l’allattamento al seno, in mancanza del quale si può ricorrere ad altre tipologie di latte, purché affini alle esigenze del bambino: si sconsiglia, prima dei 12 mesi, l’introduzione del latte vaccino nell’alimentazione dell’infante in quanto povero di ferro.
L’attenzione verso il tipo di alimentazione più affine al bambino prosegue anche oltre il primo anno di età, superato il quale è possibile variare la sua dieta introducendo diversi tipi di alimenti e di latte, a seconda di quanto sia più utile per la sua salute.
In fase di svezzamento, è importante introdurre gradualmente ep progressivamente alimenti diversi, quali carne, pesce, verdure, legumi, ecc…
Ove possibile, inoltre, si suggerisce anche di associare alimenti ricchi di ferro con della vitamina C, per esempio spremendo del limone sulla carne o sul pesce ed evitando la loro associazione con alimenti in grado di inibire l’assunzione di ferro, come nel caso dei formaggi o di altri alimenti ricchi di calcio.
Infine, si consiglia di introdurre l’uso di erbe aromatiche a partire dal primo anno di età in poi: tipiche della cucina mediterranea, sembrerebbero favorire l’apporto di ferro (per esempio, timo, rosmarino, oeùrigano, ecc..)

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