Fiumicino, rischia di non riaprire il T3

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II terminal T3 dell’aeroporto di Fiumicino, danneggiato dall’incendio del 7 maggio, presenta ancora particelle di inquinanti. Una quantità minima, inferiore ai livelli di rischio per la salute di passeggeri e lavoratori, eppure quell’ala dell’aerostazione non potrà riaprire fino ache non sarà completata la bonifica. È il contraddittorio verdetto emesso dall’Istituto superiore di Sanità Iss che ha consegnato al Ministero della Salute la terza relazione sullo stato di contaminazione dell’aria da inquinanti dovuti alla combustione nel ’’Leonardo da Vinci”. In base alle analisi effettuate dal Dipartimento ambiente dell’Iss, «si rileva il permanere di una sorgente di contaminazione attiva della concentrazioni di alcuni inquinanti (in particolare PCDD, PCDF e PCB)». Per PCDD si intendono le diossine, per PCDF i furani e per PCB i policlorobi-fenili, quasi tutte sostanze chimiche derivanti da plastiche combuste.

Gli esperti dell’istituto specificano pure che «l’esposizione umana a queste sostanze, sebbene in base alle valutazioni degli esperti non costituisca rischio in eccesso per la salute, nell’ottica di una completa riapertura del terminal, deve essere ridotta il prima possibile e la bonifica, già avviata, deve essere completata». In poche parole, la quantità di diossine, di furani e di policlorobifenili riscontrati nei prelievi eseguiti all’interno dell’aerostazione interessata dall’incendio del 7 maggio, non costituiscono rischio per la salute. Ciò nonostante, per assicurare «le condizioni di qualità dell’aria indoor, in base ai parametri indicati dall’Organizzazione mondiale della Sanità, prima della riapertura del terminal si raccomanda di procedere in modo tempestivo all’eliminazione radicale della sorgente inquinante con modalità che impediscano la diffusione della contaminazione». L’Istituto «sta inoltre proseguendo l’attività di monitoraggio», conclude la nota.

L’indeterminatezza dei dati dell’Iss, peraltro difformi da quelli che il 19 giugno hanno spinto la Procura della Repubblica a dissequestrare il molo D, ed il raffronto con quelli del Cnr e della Asl Roma D, per i quali gli ambienti non presentano rischi per la salute, mandano su tutte le furie il presidente dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile), Vito Rig-gio. «I passeggeri e gli organi istitu zionali hanno diritto di poter disporre dei dati a cui fanno riferimento gli esami dell’Iss» tuona Riggio. « Que-stagenericità da una parte rischia di suscitare allarmismo e dall’altra penalizzagli operatori che stanno lavorando alla bonifica. Il sistema finora ha retto, tanto che Roma ha fatto 266mila passeggeri in più, dei quali 15mila a Fiumicino, nonostante il limite all’operatività al 60%. Se il Governo non darà risposte certe e la bonifica non verrà completata entro il 28 luglio, saremo costretti a ridurre ulteriormente le attività al ’Leonardo da Vinci”». Molto polemico il deputato del Pd Michele Anzaldi: «Viva l’Istituto superiore di Sanità, 50 giorni peranalisi su rogo Fiumicino. Nessun divieto solo raccomandazioni. Aeroporto resta chiuso, disagi e danni, pagapantalone».

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