Forza Italia, il Tribunale di Roma boccia il ricorso contro la Tesoriera Rossi

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Nella giornata di ieri i legali di Forza Italia ovvero Andrea Di Porto, Simone Conti ed Aldo Baldaccini hanno comunicato che il Tribunale di Roma ha praticamente dichiarato inammissibile il ricorso ex art.700 c.p.c. proposto dal senatore Vincenzo D’Anna con il quale sostanzialmente veniva contestata la legittimità della nomina e del ruolo ricoperto nel partito dalla senatrice Mariarosaria Rossi, è questa la notizia diffusa direttamente tramite il partito di Forza Italia. L’avvocato Arturo Meo, legale del vicepresidente del Gruppo Gal, dichiara:«Non c’è stata alcuna bocciatura. Il Tribunale ha ritenuto, semplicemente, che bisognasse formulare prima un giudizio di merito. Non si è, cioè, pronunciato in alcun modo sulla legittimità del ruolo ricoperto dall’on. Rossi limitandosi ad affrontare solo gli aspetti processuali del ricorso. Vale a dire la scelta della ‘sede di merito’. D’altronde, è proprio per questo che ci eravamo mossi per ottenere, in tempi rapidi, una decisione in ordine alla legittimità della nomina».

Il Senatore Vincenzo D’Anna, vicepresidente del Gruppo Gal,eletto in Campania nelle file del Pdl invece ha dichiarato: «Non pensavo che la classe dirigente di cui ormai si circonda il Cavalier Berlusconi, si distinguesse non solo per l’alto tasso di acritico servilismo, ma anche per una così grossolana ignoranza».Il senatore, inoltre, ha aggiunto: «Spaventati, forse più del lecito, dal ricorso che ho inteso proporre per via d’urgenza ex art. 700 cpp contro la nomina della senatrice Rossi molte di queste sbiadite figure si affannano a mistificare il senso ed il valore del recente pronunciamento del Tribunale di Roma. Sarà bene spiegare alla schiera di profani che con le loro dichiarazioni affollano le agenzie di stampa, che il Tribunale ha solo deciso di ritenere inammissibile la procedura di urgenza rimandando la questione sollevata, all’esame di merito nella sede giurisdizionale ordinaria. Sede che adiremo immediatamente seguendo le indicazioni espresse dai magistrati. La cosa più triste per chi difende la libertà e la democrazia è quella di doverlo fare, in questo caso in Forza Italia anche per coloro che coprendosi di ridicolo, dimostrano di non apprezzare né l’una, né l’altra». 

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