Francesco Arca sarà anche nel nuovo film di 007

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Francesco Arca spiega che sta seguendo un corso. D’altronde, per sua stessa ammissione, lui è un tipo che non sta mai fermo: quando non studia un copione o non è sul set, coltiva uno dei suoi tanti interessi. Il corso in questione è sull’uso delle armi. All’attore senese serve per lavoro: da un po’ di tempo a questa parte, le scene d’azione sono diventate infatti più numerose in Rex, complice la regia molto dinamica dei Manetti Bros. Insomma, dopo il successo al cinema con Allacciate le cinture di Ferzan Òzpetek, Arca torna al piccolo schermo. Per la gioia delle sue fan, dato che comincia su Rai-due l’ottava stagione italiana della fiction, la seconda di cui è protagonista con l’inseparabile cane poliziotto.Francesco-Arca_980x571

«Sono innamorato di una brava ragazza»

Francesco, che cosa dobbiamo aspettarci da Marco Terzani, il tuo personaggio?

«Di base è lo stesso, ma ha acquistato maggior sicurezza nell’uso della pistola e nelle scene di azione. Tendo a volerle girare io stesso, senza controfigura, anche quelle più rischiose. Del resto, ho ancora un’età che me lo permette! Lo sforzo fisico c’è, non lo nego, ed è continuo. Dura tutto il tempo delle riprese: giro sempre per strada e lavoro molto con il cane. Poche scene si svolgono nel commissariato».

Somigli al tuo personaggio oppure no?

«Diciamo di sì: lui è un tipo silenzioso, uno cui piace più osservare per poi passare all’azione piuttosto che usare troppe parole. Ha modi gentili, ma è anche molto concreto».

Sappiamo che tra poco parteciperai alle riprese del nuovo 007Spectre…

«È una piccola parte, direi un carneo. Sono felicissimo di poter scrutare e rubare solo con gli occhi quel momento di magia che soltanto il cinema americano può dare. Inoltre, spero che per me questa partecipazione possa essere un bel portafortuna, com’è accaduto a Caterina Murino, Bond girl in Casino Royale».

A proposito di Bond girl: hanno sempre un fascino particolare perché sono misteriose e cattive. Donne del genere ti incuriosiscono?

«Non saprei. È una scelta che le Bond girl siano come le vedove nere, bellissime ma pericolose. Forse è vero: le persone poco trasparenti incuriosiscono di più rispetto a quelle che si aprono, hanno un fascino speciale. Ma io sono innamorato di una brava ragazza (Irene Capuano, ndr)\».

Quindi il mistero funziona al cinema ma non nella vita?

«Le donne in generale hanno dentro di sé il mistero. A volte commettono l’errore di aprirsi troppo e di bruciare le tappe: questo toglie loro una parte di fascino che deve esserci sempre, altrimenti con il tempo la curiosità svanisce. Con la donna con cui sto, però, non si è mai persa, perché lei si è aperta piano piano…». E tu come ti definiresti?

«Sono una persona trasparente, ma ho anch’io il mio lato oscuro che tengo ben nascosto: lo rivelo solo alle persone che hanno la pazienza e l’interesse di volerlo conoscere».

Come la tua fidanzata Irene. Hai citato la tua famiglia e i tuoi genitori come esempio di coppia da seguire…

«Mi hanno insegnato valori importanti, che sto cercando di portare avanti e che mi auguro di trasmettere a mia volta. Amo molto la famiglia italiana tradizionale: l’amore che c’è tra i suoi componenti non si vede in altre culture, per e-sempio nel Nord Europa».

«Chiedere troppo rovina i rapporti»

È arrivato il momento di costruire una tua famiglia?

«Aspiro ad averla e sicuramente l’avrò. Su questo ho le idee chiare, anche perché credo che mettere al mondo un figlio sia una delle cose migliori che si possano fare. A-spetto, però, di consolidare la mia carriera. In Italia ci sono molti attori bravi. Io so di essere nella media e quindi devo, per così dire, “lottare”. Non posso permettermi di fermarmi, devo sempre farmi trovare pronto per un provino o una chiamata improvvisa».

Irene è d’accordo con te?

«L’aspetto bello della nostra relazione è che chiediamo poco l’uno all’altra e viviamo tutto quello che possiamo con generosità e lasciandoci reciproca libertà. Chiedere troppo rovina i rapporti».

Qualcuno dice che lavori sostenuto soprattutto dalla bellezza. Che cosa rispondi?

«E un’opinione. Se la si e-sprime educatamente, la accetto. Non ho mai detto che la bellezza non mi aiuti, anche se qualche volta può essere un deterrente. Devo dire, però, che non mi sono mai concentrato sulle critiche, le ho prese per il verso giusto. Mi danno fastidio solo i commenti fuori luogo. Insomma è la maleducazione che mi irrita».

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