Francia verso l’eutanasia,approvata la legge sul fine vita

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Ulteriore passo avanti verso l’eutanasia in Francia, dove l’Assemblea nazionale ha approvato la legge sul fine vita la quale prevede una “sedazione profonda e continua” per i malati terminati ed impone ai medici di rispettare le direttive lasciate dai pazienti.

Tale proposta, dunque, è stata votata nella giornata di ieri dall’Assemblea Nazionale francese con 436 voti a favore e 34 contrari, dopo che nei giorni scorsi erano stati respinti alcuni emendamenti volti a legalizzare il suicidio assistito e l’eutanasia. “Dormire prima di morire per non soffrire”, è questo quanto espresso ella giornata di ieri dal deputato socialista Alain Claeyes alla presentazione del testo in prima lettura. Alla base di tutto ciò, dunque, tutti i cittadini di maggiore età, potranno manifestare le loro direttive sul fine vita, ed in particolar modo rifiutare l’accanimento terapeutico.

Francia verso l'eutanasia, approvata la legge sul fine vita

Il testo prevede anche, che il medico dovrà eseguire le direttive del paziente, salvo “casi di emergenza vitale per il tempo necessario ad una valutazione completa della situazione”. “Per molti malati una sedazione prolungata nel tempo la giudico inumana, anche per chi assiste al lento morire di una persona cara. Spero che, dopo un periodo di rodaggio di questa legge, si ripensino e valutino soluzioni più serie e meno timorose nell’aiuto a una morte dignitosa”, ha dichiarato Mina Welby, il co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, che come si è potuto ben capire non sembra molto convinta del provvedimento. “La formula della ‘sedazione profonda e continua’ è una soluzione parziale perché obbliga a passare attraverso una procedura di sedazione in alcuni casi immotivatamente lunga. Tale scelta non corrisponde a una logica medica, ma soltanto alla volontà di evitare uno scontro politico diretto sull’eutanasia. La novità più importante di questa legge, tuttavia, è che, al contrario di quanto fatto sinora, darà al malato l’ultima parola” questo invece il punto di vista di Marco Cappato, il promotore della Campagna Eutanasia Legale. 

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