Garissa, i fedeli sfidano la paura dei jihadisti e celebrano la messa pasquale

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In occasione della Santa Pasqua la parrocchia cattolica di Garissa era piena di fedeli, anche se mancavano all’appello tanti studenti, quelli uccisi dagli islamisti Shabaab nel massacro del vicino college avvenuto alcuni giorni fa. La messa di Pasqua è stata dedicata, come in tutte le chiese del Kenya, proprio a loro, martiri innocenti. L’atmosfera a Garissa è più dolorosa e pesante perché la comunità cristiana  piange i suoi figli ed è cosciente di essere uno degli obiettivi dell’estremismo islamico.

Dopo tre giorni dal massacro il quotidiano locale Daily Nation ha pubblicato la notiziam che giovedì scorso la polizia ha aspettato sette ore prima di inviare un’unità delle forze speciali al college attaccato dagli estremisti islamici. Il quotidiano scrive anche che le forze speciali impiegarono solo trenta minuti per uccidere i fondamentalisti e porre fine all’assalto.  Un centinaio di fedeli hanno affollato la chiesa per la messa di Pasqua, sfidando la paura ed hanno cantato,  pianto e battuto le mani, durante un rito carico di emozione e di coraggio nell’ affermare il diritto di essere liberi cristiani.garissa

A Garissa, i cristiani sono in minoranza, mentre nel resto resto del Paese, costituiscono l’80% della popolazione. I miliziani islamisti somali, nell’attacco al college, hanno separato i musulmani dai cristiani ed hanno massacrato sopratutto quest’ultimi. Dei 140 studenti uccisi la maggioranza era cristiana. il vescovo Joseph Alessandro, ha detto:«Grazie per aver partecipato così numerosi»

A Nairobi invece prosegue l’inchiesta da parte delle autorità ed emerge che uno dei terroristi era il figlio di un funzionario del governo. Mwenda Njoka, portavoce del ministero dell’Interno, ha detto che tra gli assalitori c’era il kenyano Abdirahim Mohammed Abdullahi: il padre di questi, un alto funzionario nella contea di Mandera, aveva denunciato la scomparsa di suo figlio l’anno scorso dicendo di temere che fosse andato in Somalia.«Risponderemo duramente agli Shabaab», i «terroristi saranno eliminati e non riusciranno a creare un Califfato in Kenya», ha detto ieri con tono risoluto il presidente Uhruru Kenyatta. Per tutta risposta i jihadisti hanno minacciato nuovi attacchi in Kenya e promesso che la guerra sarà lunga e terribile.

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