Gelo, strage di senzatetto. Si sa solo perché ci riguarda

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Italiani o stranieri, poco conta. Sono uomini morti di freddo, arrivati alla ribalta della cronaca nazionale perchè morti per il grande gelo, per l’allerta neve che interessa l’Italia, che riguarda tutti. Altrimenti sarebbero stati invisibili. Anche da morti. Sei senza fissa dimora entrano nel bilancio dei morti per l’ondata di maltempo. Un bilancio che raccoglie insieme città diverse da Avellino, ad Aversa, passando per Latina, Catania, San Benedetto del Tronto e Firenze. Poi una donna caduta sul ghiaccio e morta e un e un anziano malato di Alzheimer che si è perso ed è deceduto per ipotermia a Milano.

Angelo Lanzaro è morto nel Mercatone, centro commerciale abbandonato da 30 anni di Avellino dove ormai viveva da anni, senza più casa e famiglia. Senza nulla e senza dignità. Il corpo di Singh, invece, l’hanno trovato abbandonato in una strada di Aversa, come quello di Adam, ucciso dal gelo nei giardini di Lungarno Santarosa a Firenze. Sono storie diverse, non simili. Sono storie di individuale disperazione, quelle dei clochard morti per l’ondata di freddo, che ha investito l’Italia.

George, un romeno di 46 anni malato di tubercolosi trovato morto nell’ex Standa a Messina, era un tunisino di 72 anni che dormiva spesso nelle barche ormeggiate nel porto di San Benedetto del Tronto. È caduto in acqua e non c’è stato niente da fare per salvarlo.

Per cercare di limitare l’ennesima strage, diversi comuni hanno aperto ricoveri per ospitare i senzatettto. Impossibile badare a tutti. Ma dopo tante vite spezzate le amministrazioni intervengono e scatta l’indignazione. Il distinguo è ancor più grave. Arrivano nei primi titoli dei tg e dei siti e delle testate cartacee per l’ondata di maltempo. Altrimenti sarebbero stati invisibili anche da morti.

Adam Zbigniew Koziol l’hanno trovato ieri mattina attorno alle 8, assiderato in un angolo dei giardini di Lungarno Santarosa, senza documenti. Aveva compiuto 48 anni il giorno di Natale.

Polacco era anche l’uomo di 66 anni il cui cadavere è stato trovato all’interno di un palazzo abbandonato nella zona sud di Milano.

Sconosciuti a volte addirittura ai servizi sociali. Angelo Lanzaro era invece italiano, nato e cresciuto a Visciano, un paesino in provincia di Napoli. Fino a cinque anni fa la sua vita era come quella di tanti altri: un lavoro, una moglie, tre figli. Poi qualcosa deve essere andato storto. Quell’uomo, di 44 anni, è finito ad Avellino dove viveva di carità e aveva una serie di precedenti per piccoli furti e un foglio di via obbligatorio. Come casa si era scelto un box del Mercatone, un mega centro commerciale abbandonato da anni in pieno centro città, a due passi dal Comune, dal centro. Aveva tre figli. Quando la mattina si sono svegliati, i suoi compagni non hanno potuto far altro che dare l’allarme, ma per Angelo ormai non c’era più nulla da fare. Sarà ora la procura, che ha aperto un fascicolo partendo dall’ipotesi di omissione di soccorso, a verificare se nella sua morte vi siano delle responsabilità.

Veniva invece dall’India Singh Amrik, il 47enne morto due giorni fa in strada ad Aversa. L’uomo era arrivato in Italia da qualche anno ed era stato accolto in almeno due centri. Singh aveva partecipato a tante iniziative della Caritas locale, per aiutare quelli più sfortunati di lui. Un uomo buono e volenteroso che voleva vivere, lavorare, sopravvivere. Esserci. Come noi. Con dignità, nome, cognome e un posto nella società.

Come il clochard cinquantenne morto ieri a Latina: lo ha trovato il parroco della chiesa dell’Immacolata, riverso sul selciato a due passi dalla parrocchia. Le altre vittime italiane sono una donna scivolata malamente nel ghiaccio ad Altamura, e un 91enne malato di Alzheimer uscito di casa ieri sera e scivolato in un torrente a Capriano, in Brianza. Amri Singh, il cittadino indiano di 58  anni morto ad Aversa. Sono stati celebrati i funerali. «mancanza di solidarietà e di accoglienza». Ad affermarlo, in occasione del rito funebre per lo sfortunato immigrato, svoltosi sabato mattina presso la Caritas di Aversa, il sindaco della città normanna Enrico De Cristofaro.

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