Gelosia Patologica: Riconoscere i Diversi Tipi di Gelosia

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Gelosia Patologica- Quando e come riconoscere la Gelosia Patologica.

La Gelosia Patologica da non confondere con la normale Gelosia che è un sentimento naturale da non demonizzare che, nel corso della storia, ha rivestito, per l’essere umano, una grande importanza, poiché mira alla conservazione della specie e alla stabilità della coppia: parlando dal punto di vista evoluzionistico, nei maschi è legata alla sicurezza della paternità e, quindi, alla certezza di provvedere a figli propri; nel sesso femminile, invece, è legata alla necessità di tenere legato un partner in grado di assicurare “cibo e protezione alla prole”.

La gelosia è, dunque, un sentimento che fa parte del repertorio emozionale della nostra specie e che serve alla stabilità di coppia, dato che segnala il pericolo che il nostro partner risulti appetibile per qualcun altro.
Si tratta dunque di un’emozione ”da non rifiutare e della quale non vergognarsi”.
Quando però la gelosia oltrepassa i limiti, allora può essere il caso di preoccuparsi.
Il campionario dei comportamenti del geloso o della gelosa sono noti: ricatti affettivi, sospetti, ricerca di prove. E la pretesa irrealistica che la fedeltà non sia solo nei fatti ma anche nei pensieri più riposti e nelle fantasie. Il tutto accompagnato da una sorta di febbrile inquietudine, da un’ansia struggente.
In molti casi, bisogna dirlo, è difficile tracciare confini netti tra chi è patologico e chi non lo è. Per una diagnosi, vanno considerate Qualità, Quantità e Durata dei comportamenti.
Alcuni studi hanno cercato di definire dei parametri soglia per definire il confine tra gelosia normale e patologica. È normale se è un sentimento episodico e transitorio che non provoca sofferenza propria o altrui, mentre se viene superato un limite soglia di sessanta minuti al giorno è considerata patologica.

Cioè, se in una giornata si pensa insistentemente e con sofferenza all’eventuale tradimento da parte del partner per più di un’ora, questo deve essere considerato come un campanello d’allarme: che avverte che c’è qualcosa che non va nella propria personalità, nella relazione affettiva.

Il consiglio in questi casi è quello di non soffrire in silenzio ma di rivolgersi ad uno specialista per indagare su di una condotta che potrebbe essere sintomo di un disturbo più grave: depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo di personalità di tipo paranoide.

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