Gigi Buffon, la gioa per il terzo figlio è turbata dai problemi economici

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Il portiere della Nazionale sta vivendo con emozione la dolce attesa della sua llaria D’Amico. E spera che questa volta nasca una bambina, dopo i due maschietti, Louis Thomas e David Lee, avuti dalla ex moglie Alena Seredova. Ma due ombre scuriscono l’orizzonte di Gigi. Una è la Carrarese Calcio di cui è proprietario; dopo aver molto investito, ha deciso di lasciarne la presidenza: «Nel tentativo di risollevare le sorti della squadra sono stato lasciato solo». Poi ci sono i problemi della società tessile Zucchi, di cui è azionista di maggioranza.

Con la Juve, la squadra di cui è portiere e capitano, ha incassato già la Coppa Italia e lo Scudetto. E la sua Ilaria D’Amico, la compagna a cui è legato da più di un anno, mostra un profilo più “esplosivo” del solito, da dolce attesa . Insomma, per Gigi Buffon, che dalla ex moglie Alena Seredova ha già avuto Louis Thomas, 7, e David Lee, 5, sembra proprio un periodo d’oro. Dopo i primi tormenti iniziali, l’amore con Ilaria sembra procedere a gonfie vele. Sull’orizzonte di Gigi, però, e sull’idillio della coppia, si addensano ombre legate ad alcuni investimenti economici che Gigi – che con la Juventus ha un contratto da quattro milioni netti al mese – ha sotto-scritto in precedenza.

Il primo è legato alla Carrarese Calcio, il club della città natale del portiere. Buffon ne è il proprietario e, fino a qualche tempo fa, la Seredova ricopriva la carica di presidente onorario. Tra poco, dal 30 giugno, comunque, Buffon non sarà più patron della squadra di Lega Pro: ha deciso di sfilarsi, lasciando la poltrona.

Il perché di una decisione molto sofferta, lo ha spiegato lui stesso in una lettera ai tifosi e alle istituzioni della città: “Sono deluso e amareggiato. Per due volte in cinque anni ho scelto di essere parte di due cordate imprenditoriali desiderose di risollevare le sorti della Carrarese. Il primo gruppo si è sciolto dopo due anni, lasciandomi solo. Il secondo, nonostante le promesse, non si è mai concretizzato”.

A Buffon e ai suoi familiari, che controllano la società, non è rimasta altra scelta, in un primo momento, che proseguire con gli investimenti: solo nel 2014 sono state iniettate risorse per 1,2 milioni, a fronte di un bilancio in rosso per 876mila euro. Così Buffon si è arreso: “I costi sono sempre stati troppo elevati e io non posso più portare avanti un progetto in cui ho creduto e su cui ho investito davvero molto”.

Insomma, pur con il cuore spezzato Buffon ha scelto di lasciare il club al proprio destino. Ma c’è anche un’altra società di cui il portiere della Juve e della Nazionale deve, gioco forza, occuparsi. È la Zucchi, la nota azienda tessile di cui Buffon è azionista di maggioranza con il 56% delle quote. La società è in crisi e qualche tempo fa Buffon ci “ha messo la faccia” facendo da testimonial steso tra le lenzuola per sollecitare l’intervento di altri eventuali azionisti al fine di un salvifico aumento di capitale. Ma pochi hanno risposto e così Gigi ha messo mano al portafogli: si calcola che abbia già investito circa 25 milioni di euro. La Zucchi però, resta in sofferenza; bisognerà capire, ora, quanto sarà efficace il piano di ristrutturazione del debito appena intrapreso.

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