Giudice Giusti, aveva tentato di togliersi la vita anche in carcere

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L’ex giudice Giancarlo Giusti, suicidatosi nella sua abitazione di Montepaone, aveva già provato ad uccidersi nel settembre del 2012 nel carcere di Opera. Il primo tentativo di suicidio da parte di Giusti si verificò il giorno dopo la condanna a quattro anni di reclusione inflittagli dal Tribunale di Milano per i suoi presunti rapporti con la cosca Lampada della ‘ndrangheta, attiva nel capoluogo lombardo Giusti, soccorso dalla polizia penitenziaria, era stato ricoverato in ospedale con prognosi riservata ed aveva ottenuto successivamente, a causa della sue precarie condizioni psicologiche, gli arresti domiciliari.giancarlo-giusti

«Io dovevo fare il mafioso, non il giudice». È la frase pronunciata dall’ex giudice Giancarlo Giusti, morto suicida nella sua casa di Montepaone, nel corso di una telefonata intercettata dai magistrati della Dda di Milano, con il presunto boss della ‘ndrangheta Giulio Lampada. «Non hai capito – fu la frase pronunciata da Giusti nel corso del colloquio telefonico – chi sono io … sono una tomba, peggio di … ma io dovevo fare il mafioso, non il giudice».

 

 

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