Gli abbonato a Famiglia Cristiana erano spiati da Poste Italiane

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Nell’inverno 2009 la signora F. aspetta, nella sua casa di riposo per anziani, di ricevere per posta la sua copia di Famiglia Cristiana. Quel che non immagina, però, è che qualcuno stia controllando la sua cassetta delle lettere: due funzionari di Poste Italiane vogliono verificare se il settimanale l’abbia ritirato oppure no.

I due si scambiano una email interna dall’oggetto “Famiglia Cristiana”: “In riferimento al settimanale in oggetto – scrivono i due funzionari – si conferma l’arrivo in data odierna del N.5/2009, destinatario … (omettiamo il nome per rispetto della privacy, ndr). Regolarmente avviato al recapito. Rivista prelevata da cassetta destinatario. Un saluto”.

QUALCHE GIORNO prima, la spedizione diretta alla signora F. è già stata oggetto d’attenzione tra i due funzionari di Poste, che stanno monitorando il suo passaggio nel centro di distribuzione. L’email ha lo stesso oggetto: “Famiglia Cristiana”.

Ed ecco il testo: “In riferimento al controllo richiesto con segnalazione da (…) per quanto riguarda il N. 5/2009 del settimanale in oggetto, destinatario controllato (. ), si conferma che ad oggi non risulta pervenuto presso questo centro di distribuzione. Sarà cura dello scrivente effettuare un nuovo controllo nella giornata di domani e darne tempestiva comunicazione. Un saluto”. Non è un caso isolato. Sempre a gennaio 2009, in un’altra email, si scopre che i due funzionari stanno “monitorando” anche la spedizione di Famiglia Cristiana a un parroco. Né si tratta di una pratica che riguarda soltanto i due funzionari. Dalle email che il Fatto Quotidiano ha potuto visionare si scopre che almeno 12 dipendenti di Poste Italiane, in una sola macro-area che conta tre regioni, controllavano i destinatari di Famiglia Cristiana.

Il punto è che nell’inverno 2009 la società Price Waterhouse Cooper (Pwc), alla quale Poste Italiane ha affidato il monitoraggio della qualità del suo servizio, ha esteso il controllo alla spedizione dei periodici. Il meccanismo è semplice: la Pwc, per verificare la qualità del servizio di corrispondenza, ha affidato a una serie di collaboratori il compito di spedire e ricevere una serie di lettere, per testare i tempi di consegna.

C’è il dropper che spedisce la lettera e il receiver che la riceve: i due segnano i dati di partenza e arrivo, li consegnano alla Pwc che, a sua volta, può valutare l’efficienza del servizio. Poste Italiane, a sua volta, non dovrebbe assolutamente conoscere il nome di dropper e receive r. Invece non soltanto li conosce, ma li scheda e li controlla. E quando Pwc estende il suo controllo ai periodici ecco cosa accade. Un funzionario scrive a 22 colleghi: “Si comunica che l’attività di ‘monitoraggio’ qualità effettuata dalla Pwc verrà estesa nel corso del 2009 anche al prodotto stampe periodiche con le stesse modalità prodotto prioritario.

La prima spedizione monitorata, con periodicità mensile, sarà quella del settimanale Famiglia Cristiana previsto in distribuzione il 27 gennaio. Si prega di predisporre informativa sul territorio affinché venga posta la massima attenzione in tutte le fasi di lavorazione e recapito”. E ancora: “Vi inoltro la comunicazione in oggetto pregandovi di informare tutti gli Uffici e le strutture interessate che i reci-ver sono quelli consultabili negli elenchi già trasmessi per i noti invii. Attenzione potrebbero usare anche nominativi dropper. Saluti”.

UNA EMAIL molto interessante, quest’ultima, perché informa dell’esistenza di interi elenchi di collaboratori di Pwc, trasmessi tra funzionari di Poste Italiane, destinati a “strutture interessate”, con conseguente schedatura di nominativi e controllo. Un controllo parecchio efficace se, a novembre 2009, i funzionari di Poste Italiane scrivono: “Vi chiedo cortesemente di monitorare l’arrivo delle riviste indirizzate ai destinatari elencati nell’ultimo elenco receiver Pwc e trasmettermi l’esito entro martedì 24 novembre. Vi informo che in questa settimana sono stati spediti i seguenti periodici di Edizione San Paolo: settimanale Famiglia Cristiana nr 47, settimanale Il Giornalino nr 47, mensile Parola e Preghiera nr 1/10, The Economist postalizzato ogni venerdì, Time postalizzato ogni lunedì. Resto in attesa di riscontro. Saluti”.

A giudicare dalle email, i nominativi della signora F. e del parroco non erano negli elenchi della Pwc, quindi si trattava di un’altra tipologia di controllo. Il Fatto, nei giorni scorsi, ha rivelato che tra il 2006 e il 2010 Poste Italiane ha monitorato anche i controllori della Izi Spa che, per conto dell’Agcom, certificano il servizio di qualità con ben altro scopo: accertare che Poste rispetti gli standard assicurati allo Stato con il contratto – da circa 300 milioni annui – che le assicura il servizio di posta universale. Il Garante della privacy, dopo l’inchiesta del Fatto, ha avviato un’indagine.

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