Grandi opere: maxi operazione 4 arresti e 50 indagati tra cui Incalza

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Un fulmine a ciel sereno quello che si verificato nella giornata di ieri che ha sconvolto gli equilibri del governo Renzi. Si parla di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti e ulteriori delitti contro la pubblica amministrazione, reati contestati a 4 arrestati e a 50 indagati dalla Procura di Firenze.

Un’operazione piuttosto importante e delicata condotta dai carabinieri del Ros, che ieri mattina hanno notificato i provvedimenti emessi ipotizzando tra l’altro una gestione illecita degli appalti nel settore delle grandi opere.Finito nel calderone anche un alto dirigente del ministro dei lavori pubblici, ovvero Ercole Incalza conosciuto anche per essere il braccio destro di sette governi ed adesso consulente esterno.

Grandi opere maxi operazione 4 arresti e 50 indagati tra cui Incalza

Arrivato nel 2001 Incalza è rimasto al ministero delle infrastrutture per quattordici anni fino allo scorso mese di dicembre; ad oggi secondo l’accusa Incalza sarebbe il principale artefice del sistema corruttivo scoperto dalla Procura di Firenze«Il destino del cantiere della Pedemontana non dipende dai politici, ma è nella mani di Ercole: se lui dice di sì arriveranno i 43 milioni che servono, altrimenti si chiude», sarebbero queste le parole dell‘ex senatore ed ex ministro lecchese Roberto Castelli lo scorso mese di Luglio durante la presentazione del libro “La Repubblica dei mandarini” di Paolo Bracalini. Arrestati anche due stretti collaboratori di Incalza, ovvero Francesco Cavallo il quale avrebbe percepito circa 7 mila euro come compenso per la sua illecita mediazione. Inoltre, finito anche nel calderone l’ingegnere Stefano Perotti il quale, secondo l’accusa, affidava incarichi di consulenza o tecnici a soggetti indicati dallo stesso Incalza.

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