Grasso contro i vitalizi ai condannati

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 I vitalizi agli ex onorevoli condannati potrebbero essere aboliti entro dieci giorni. Il condizionale è d’obbligo, ma stavolta c’è una volontà decisiva. Quella di Pietro Grasso, presidente del Senato. Una volontà – sommata all’iniziativa del Movimento 5 Stelle – che ha travolto lentezze e ritrosie dei partiti e ha trascinato anche Laura Bol-drini, rompendo l’inerzia di Montecitorio e il rimpallo tra le due Camere. Con un intervento risoluto e per certi versi clamoroso.

IERI POMERIGGIO il presidente del Senato ha imposto una riunione a Palazzo Madama con Boldrini e i sei questori. Durante l’incontro, i senatori Malan (Forza Italia) e De Poli (Per l’Italia) hanno presentato il parere del presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli. Un documento che era tra le mani dei due questori dal 19 febbraio, ma che è stato inoltrato sulla scrivania di vengono meno i requisiti di legge per l’appartenenza alle Camere – conclude, senza ammettere repliche – cade il diritto all’indennità e cade il diritto al vitalizio. Simul stabunt, simul cadent”.grasso

SI VA AVANTI, quindi. Entro dieci giorni la delibera per l’abolizione dei vitalizi ai condannati dovrebbe approdare negli uffici di presidenza delle Camere. A quel punto basterebbe un voto a maggioranza semplice per cancellare le pensioni d’oro che oggi spettano – tra gli altri – a Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri, Cesare Previti, Giorgio La Malfa, Arnaldo Forlani, Gianni De Mi-chelis. Condannati per mafia, corruzione, reati contro lo stesso Stato che continua a riconoscergli un generoso vitalizio.

La riunione di ieri si è chiusa con una stretta di mano tra Grasso e il questore del Movimento 5 stelle, Laura Bottici, che aveva proposto l’abolizione dei vitalizi già a maggio, ignorata dagli altri partiti. Anche il presidente del Senato aveva lanciato la sua mozione il 7 giugno. Allora si dissse che bisognava agire di concordo con la Camera. Sono passati 7 mesi. Lo stallo è finito eri.

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