Grillo: Abolire la Cassa Integrazione, è incostituzionale

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Abolire la Cassa Integrazione, Grillo insorge “accusandola” di essere incostituzionale, meglio il Reddito di Cittadinanza o sarebbe più giusto dire il Reddito Minimo Garantito.

Abolire la Cassa Integrazione sarebbe secondo Grillo un passo avanti da compiere per risollevare l’Italia, assieme all’introduzione del Reddito di cittadinanza o il reddito minimo garantito.
La Cassa Integrazione: un orpello degli anni 70, tuona il Leader del M5S, effettivamente la cassa integrazione è stata introdotta nel 1947 un decreto legislativo del Capo provvisorio data 12/08 n.869 che prevedeva integrazioni sui salari, successivamente modificata con le leggi del 21/05/1951 n.498 e del 23/07/1991 n 223, fino all’ultima modifica nel 1975, il 20 maggio per l’esattezza.
Come funziona la Cassa Integrazione? Esistono 3 tipi di cassa integrazione:
Cassa Integrazione Ordinaria: nei momenti di crisi le imprese con almeno 15 dipendenti possono affidarsi all’Inps, quest’ultimo si fa carico di pagare una parte della retribuzione del lavoratore in questo modo l’azienda non licenzi, abbia la manodopera e non chiuda, tuttavia il periodo massimo di intervento dell’Inps può essere esteso per massimo 24 mesi.
Cassa Integrazione Straordinaria: è in sostanza un’anticamera del prossimo licenziamento, le aziende e i lavoratori la alimentano con lo 0.9% del lordo della retribuzione, può avere una durata massima di 36 mesi nell’arco di 5 anni. Non esiste negli altri stati dell’Unione.
Cassa Integrazione in Deroga: abbastanza giovane come provvedimento introdotto solo nel 2008 da Tremonti e Sacconi, si rivolge anche alle imprese con meno di 15 dipendenti nel settore industriale e con meno di 50 nel settore commerciale, non prevede alcun tipo di contributo.

Grillo ne indica l’incostituzionalità ma la Cassazione si è già occupata della questione 25 anni fa con sentenza 694/1988, che stabiliva che non vi fossero vincoli di incostituzionalità.
Il Reddito di Cittadinanza: il reddito di cittadinanza è uno dei cavalli di battaglia del 5Stelle, già presentato alla camera è stato bocciato -qui un esempio della mozione sul reddito di cittadinanza di giugno 2013, bocciata con 181 no  (Pd, Pdl, Scelta civica), 50 sì (M5S, Sel). e con astensione della Lega-, continua ad essere un punto fermo nelle proposte del partito che garantirebbe una migliore stabilità e darebbe un sospiro di sollievo a numerose famiglie italiane.
Cos’è il Reddito di Cittadinanza? Il Reddito di Cittadinanza, esistente già in altri stati europei, prevede che siano pagati a tutti i i cittadini maggiorenni delle quote mensili uguali per tutti che consentano di vivere nella società, cosa alquanto impossibile e sinceramente poco corretta perché una persona che ha già soldi di suo non deve riceverne altri.

Il reddito minimo garantito sarebbe invece un’integrazione per i lavoratori in difficoltà, previsti 600 euro al mese per ogni lavoratore che non guadagna a sufficienza e posizionandosi al di sotto della soglia di povertà. (La proposta del 5 Stelle sul reddito minimo garantito si può leggere qui.)
I Fondi per il Reddito Minimo Garantito: il viceministro all’Economia  spiega che in questo modo ogni anno la spesa sarebbe di 30 miliardi di euro annui,  i fondi potrebbero essere ricavati dalle pensioni d’oro, che non dovrebbero superare i 3.500 euro mensili, la riduzione delle pensioni d’oro garantisce un risparmio di centinaia di milioni di euro l’anno, dall’Imu imposta alla chiesa, dal taglio delle spese militari.

Il Reddito Minimo è a conti fatti un’utopia?

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