“Ho due neuroni? Porto Marino in tribunale”

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Chiara pellegrini (Libero) ■■■ Ascoltandola conversare nel salotto dell’appartamento al quarto piano, nel quartiere di San Lorenzo, proprio di fronte ai giardinetti dove è stata insultata dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, la signora Lucia Rinaldi sembra avere tutti i «neuroni» a posto. Ci si aspetta una pasionaria verace, una contestatrice di piazza con piglio coatto ed invece è tutt’altro. Pensionata, 67 anni, risponde alle domande con garbo, seduta su una poltrona in stile francese, di tessuto giallo damascato, mentre accarezza il cagnolino che le si rifugia tra le gambe. Dietro di lei le foto della figlia sposata, che da tre mesi l’ha resa nonna di due gemelline, e il marito, Flavio Gozzi, un fiume in piena. Conversando assieme ripercorrono i guai e le bellezze di un quartiere da sempre popolare, baluardo elettorale della sinistra ed ora abbandonato a sé stesso. «Da quando hanno chiuso la piazza dell’Immacolata», racconta la signora Rinaldi, «sono iniziati i guai, sporcizia spaccio di droga, movida e musica a tutte le ore, lune -dì sera abbiamo dovuto chiamare i carabinieri per i rumori che provenivano da villa Mercede».

Per queste ragioni domenica mattina è andata a cercare il sindaco?

«Ho visto dalla mattina che stavano ripulendo ai giardinetti. Saranno state le sei e ho detto a Flavio: “Guarda oggi come puliscono che viene il sindaco”. Accadeva così da anni con Alemanno, Veltroni, arrivano per le commemorazioni del bombardamento epoinon si vedono più. Per questo ho detto a Marino di venire qui più spesso non quando tutto è tirato a lucido».

In risposta il sindaco le ha “garbamene” detto: «Provi a connettere i due neuroni che ha e a farli funzionare». Ma lei non ha replicato, perché?

«Sto pensando di agire in sede legale, con il mio avvocato stiamo controllando se ci siano gli estremi per una querela. Ad essere sinceri io, lì per lì, non sentito gli insulti. Poi, questa mattina, (ieri ndr.) mio marito su internet mi ha fatto vedere il video girato da Corriere della sera. Non ho sentito le sue offese perché appena si alzato il polverone intorno a Marino i gorilla gli hanno subito fatto capannello intorno»

Sa che ieri hanno annunciato l’esistenza del neurone sintetico? In futuro potrebbe essere impiantato. Ci sta pensando?

«Sì, (sorride stando al gioco) perché io di neuroni non è ho due ma nemmeno mezzo. Bisogna che mi informi. Marino era chirurgo forse ci vuole pensare lui».

Il sindaco ha rinnegato tutto «montatura della stampa», ha detto, e ora l’accusa di aver mancato di rispetto alle vittime che si stavano commemorando…

«A me il video sembra inequivovabile. Io gli ho voluto solo dire di venire quando il quartiere è sporco non quando hanno spazzato. E poi ha tirato fuori i morti “il mio papà era stato deportato e mia madre è finita sotto le macerie”, anche se a me risulta che i genitori non siano romani».

Quali ordini di emergenza ha San Lorenzo oggi?

«Degrado innanzitutto, sicurezza. Sa quante volte citofonano e salgono spacciatori e ubriachi? Hanno tentato di vendere droga persino a me. Mi chiedono a 67 anni se vogliono una dose. Una ragazza, un bambino qui non può girare liberamente. Qui viene vengono a bere a tutte le ore, fino alle tre, le quattro di notte. Sa che noi per parcheggiare nel nostro quartiere dobbiamo pagare? Il permesso era scaduto, non ce ne siamo accorti, per il ritardo abbiamo ricevuto una cartella di Equitalia di 300 euro».

Ma l’auto della famiglia Gozzi non è una Panda rossa…

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