Il bacio NOTAV? Nient’altro che una provocazione

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Il bacio NOTAV? Nient’altro che una provocazione.

Il Bacio NOTAV “Era solo una provocazione”, rivendica con fierezza la manifestante NOTAV immortalata, nelle immagini della stampa nazionale, nell’atto di baciare la visiera di un poliziotto in tenuta antisommossa.
In occasione della più recente manifestazione contro la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa, un gesto, semplice ma potenzialmente molto espressivo, ha prevaricato su quasi ogni altro aspetto della giornata di rivolta.
E la potenzialità espressiva risiede nel simbolismo che gesti simili hanno acquisito nel corso della storia.

E’ “La Stampa” a suggerire il ricordo di un giovane, dai capelli lunghi, che infila fiori nelle canne dei fucili dei militari schierati di fronte al Pentagono, mentre dall’altra parte del globo impazza la guerra del Vietnam.

Gli occhi chiusi del poliziotto ed un bacio tenero da parte di una manifestante creano le perfette basi per una storia a lieto fine: un gesto di pace, quasi d’amore, in una situazione di, seppur (questa volta) pacifica, ribellione.

E invece non è così: all’alba della giornata di oggi la smentita dei protagonisti si fa subito sentire.
“Era solo una provocazione”, dichiara orgogliosamente la manifestante, Nina De Chiffre (20 anni). “Il mio intento non era di portare un messaggio di pace alle forze dell’ordine, bensì di ridicolizzarle“.
E’ una risposta dura, che riflette, al di là dei romanticismi delle ultime ventiquattrore, parte della tensione che si respira in alta Val di Susa.

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“Nessun romanticismo”, ribatte il caposquadra del giovane poliziotto immortalato, insieme alla De Chiffre.
“La nostra è stata una risposta professionale ad una provocazione”, prosegue, ricordando l’obbligo per gli esponenti delle forze dell’ordine in antisommossa di non reagire a nessuna provocazione o stimolo proveniente dall’esterno.
I racconti dei due protagonisti si incrociano: da un lato il poliziotto che, insieme al suo caposquadra, chiarisce la natura della sua reazione, evidenziando come contemporaneamente al bacio della ragazza si stessero verificando altre provocazioni di simile entità; dall’altro, la De Chiffre, che sottolinea l’intento provocatorio del suo gesto, apparentemente mirato a rivendicare un abuso subito, tempo fa, da un’altra manifestante NO TAV.

Due versioni provenienti da voci diverse ma praticamente del tutto coincidenti, almeno nel messaggio che inviano: nessuno dei due era intenzionato a lanciare alcun gesto di pace o di romanticismo.
La stessa Nina De Chiffre, a conclusione della sua intervista rilasciata a “La Stampa”, lascia un suo personale messaggio al poliziotto in questione: “So che sei giovane, senti la crisi come noi. Forse è per questo che indossi quella divisa, scelta che ti ha portato a schierarti dalla parte del potere: io non posso né comprenderla, né condividerla”.

La provocazione e la fredda professionalità si sono incrociate per caso nella stessa fotografia, lasciandoci ventiquattro di tempo per sognare una risposta diversa.

 

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