Il cane la azzanna alla gola Morta una bimba di tre anni

1669

Una casetta di paese, un giardino, due bambine e lei: Cloe, pastore belga dal pelo nero e liscio. Chissà cosa è passato per la testa di Cloe ieri pomeriggio quando la piccola Astrid le ha portato la ciotola con qualche boccone da mangiare ma quello che è successo è tragico. Il cane ha azzannato la bambina al corpo e alla gola e l’ha lasciata come un giocattolo rotto solo dopo che aveva finito di urlare.

A nulla sono valsi i soccorsi. Prima quelli di mamma Mara che era in casa e ha tentato un disperato intervento mentre lo zio bloccava il pastore belga e lo chiudeva nella sua gabbia; poi quelli del dottore dell’ambulanza e dei medici dell’ospedale di Pordenone che hanno potuto solo constatare la morte di Astrid Guarini, un frugoletto di tre anni che amava correre e giocare nel giardino della zia.

Teatro dell’aggressione è stata infatti il cortile dei parenti, a San Martino al Tagliamento, venti chilometri da Pordenone, dove un cartello avverte gli estranei che la villetta è presidiata da «cani da guardia addestrati, non avvicinarsi e non entrare». Mamma Mara l’aveva portata a trascorrere qualche ora con la cuginetta più grande, otto anni, cosa che succedeva spesso. Con le bambine c’erano anche i due cani, Cloe e una femmina di pastore tedesco, Niba, che non avevano mai dato segni di pericolosità. Ma ieri qualcosa di insondabile è scattato nella testa di Cloe ed è stata la fine. Unica testimone oculare della tragedia, la cuginetta di otto anni. Ancora sotto choc per la scena spaventosa alla quale ha assistito, è riuscita a dire ai carabinieri qualche parola per spiegare il dramma: «Le stavamo portando da mangiare e l’ha presa così…».

Sulla vicenda la Procura di Pordenone ha naturalmente aperto un’inchiesta, per il momento senza indagati. Cloe, cinque anni, è stata posta sotto sequestro e portata in un canile.

Gli inquirenti dovranno ora stabilire eventuali responsabilità nella sua mancata custodia. Poteva cioè il pastore belga essere libero nel giardino dove stavano giocando le due bambine? Una perizia poi dirà se l’animale doveva essere considerato pericoloso. I carabinieri di Pordenone hanno già sentito genitori e zii della piccola e informalmente anche la cugi-netta: «Stiamo ricostruendo l’esatta dinamica della tragedia e poi il pm valuterà la sussistenza di eventuali reati».

Nel frattempo il paese si è stretto attorno ai genitori di Astrid, che abitano a poca distanza dal giardino della tragedia. «Siamo distrutti per un episodio assolutamente imprevedibile — ha detto il sindaco di San Martino, Francesco Del Bianco —. La legge farà il suo corso ma nessuno qui pensa alle responsabilità: le persone coinvolte sono distrutte e nulla al mondo restituirà più la loro piccina».

Il Codacons ha proposto un «patentino obbligatorio per i proprietari di cani potenzialmente pericolosi».

Condividi