Il cantiere è pericoloso, sequestrata l’opera di De Luca

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C’è un video, è del settembre 2013. Salerno. Si vede il neo governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca, all’epoca sindaco, illustrare le qualità del cantiere di Porta Ovest, il sistema di cinque chilometri di gallerie che collegherà il porto commerciale e lo svincolo autostradale della Napoli-Salerno. Appalto dell’Autorità Portuale di Salerno, progetto avviato nel 2006 da un deluchiano doc, il presidente Fulvio Bonavitacola, l’uomo più intervistato nella notte dello spoglio per raccontare al mondo vita e miracoli di De Luca.

“Opera indispensabile per il rilancio della portualità salernitana – afferma l’ex sindaco nel filmato – che avrà una ricaduta forte sulla riorganizzazione della mobilità urbana”. Applausi. Taglio del nastro del primo lotto. 3 giugno 2015: arriva la Direzione Investigativa Antimafia, mette i sigilli alle aree di via Ligea e via Sorgente e invita gli operai a riprendersi gli effetti personali.

Qui non si lavora più, il cantiere delle due gallerie è sequestrato perché a dicembre ci sono stati dei cedimenti e delle deformazioni nelle sbarre di contenimento del calcestruzzo per il sostegno delle paratie che le mantengono ferme. Si indaga per crollo colposo e, parole del procuratore capo di Salerno Corrado Lembo, “a noi sta a cuore, e lo diciamo a chiare lettere, la pubblica incolumità”.

È IL MODELLO Salerno che si ripete, concentrico su se stesso. Il modello citato da Matteo Renzi per invitare gli elettori a votare De Luca “sindaco della Campania”. Un modello di opere pubbliche faraoniche e finanziate con cifre iperboliche, dove però si aprono crepe, avvengono crolli, sprofondano solai e pavimentazioni. Come avvenne nel luglio 2012 durante i lavori di rifacimento di piazza della Libertà, e nella perizia c’è un simpatico riferimento alla prima inaugurazione del settembre 2010 e a questa abitudine di De Luca di organizzare parate di rappresentanza per opere ancora in corso. “In quella occasione – scrisse il consulente del pm – fu messa a repentaglio la vita delle persone presenti alla manifestazione” perché il crollo sarebbe potuto avvenire in quel momento a causa dell’affollamento, le prime prove di carico furono fatte solo 5 mesi dopo.

Tra incompiute e opere inaugurate tre, quattro o cinque volte, eccoci al cantiere di Porta Ovest dove si lavora a tambur battente per finire tutto entro dicembre 2015, altrimenti si rischia la revoca dei finanziamenti europei.

È in ballo un investimento da 150 milioni di euro (Pon Reti e Mobilità 2007-2013).

IL PROGETTO è stato programmato e sviluppato in attuazione di un protocollo d’intesa fra la stessa Autorità Portuale e il Comune di Salerno, stipulato il 25 giugno 2004. Un anno fa il primo sequestro, da parte dei Carabinieri del Noe, che apposero i sigilli a impianti per la produzione di calcestruzzo e la frantumazione dei materiali inerti e a una ventina di mezzi. Il provvedimento era stato poi annullato dal Tribunale del Riesame che aveva cosi reso possibile la prosecuzione dei lavori. Ora i pm di Salerno Rocco Alfano e Guglielmo Senatore hanno disposto un sequestro probatorio per accertare con urgenza lo stato dei luoghi, la regolarità delle procedure esecutive, la conformità dei materiali utilizzati con quelli indicati nel capitolato, e fare verifiche ingegneristiche e geologiche.

Nei prossimi giorni verrà eseguito un accertamento tecnico irripetibile alla presenza dei consulenti della Procura e dei legali degli indagati. Sono sei le persone iscritte dai pm: si tratta di Vincenzo Manganiello, amministratore della Tecnis Spa, società impegnata nei lavori; Francesco De Rosa,legale rappresentante della ditta appaltante; Mario Vitale, direttore del cantiere; Paolo Costa, capo cantiere; Ludovico Amoretti e Antonio Morabito, entrambi direttori del cantiere.

TRA LE IPOTESI inquirenti, come conferma l’avvocato Cecchino Cacciatore, difensore di Manganiello, c’è anche l’impiego di una miscela di calcestruzzo diversa da quella del progetto. La Tecnis fa parte del raggruppamento di imprese che ha realizzato il viadotto Scorcia-vacche 2 sulla Palermo -Agrigento. Inaugurato il 23 dicembre, è crollato dopo appena dieci giorni. “Ho chiesto ad Anas il nome del responsabile, pagherà tutto” twittò Renzi.

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