Il Governo blinda De Luca: farà la giunta prima della sospensione

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Faccia a faccia per un’ora. Per discutere della giunta che verrà, su cui lo Sceriffo vuole totale mano libera. E per ribadirsi a vicenda la linea del governo, annunciata alla Camera (con parole molto bizantine) dal viceministro all’Interno Filippo Bubbico: la sospensione per Vincenzo De Luca varrà solo dalla prima seduta del nuovo Consiglio regionale campano. E quindi il neo governatore avrà il tempo di formare la giunta e di nominare un vice, che reggerà la Regione in sua vece.

COSÌ PROVA A SOSTENERE il governo, nel giorno in cui Matteo Renzi e De Luca si incontrano a Palazzo Chigi. Aggrappati a cavilli, di fronte all’evidenza della legge Severino: l’ex sindaco di Salerno, condannato in primo grado per abuso di ufficio, va sospeso dopo la proclamazione. Lo sanno tutti, governo compreso. Ma il diavolo è nei dettagli, cioè nei cavilli. Lo conferma il dem Bubbico, rispondendo a un’interrogazione sul caso De Luca alla Camera: “È la proclamazione degli eletti, debitamente ufficializzata, che viene a concretare il presupposto per il tempestivo avvio per la sospensione”.

Tradotto, il vice di Alfano afferma che il governatore può essere fermato solo dopo la notifica della proclamazione a tutti i consiglieri, nella prima seduta. Ergo, De Luca avrebbe il tempo di nominare gli assessori. L’amministrativista Gianluigi Pellegrino sorride: “La proclamazione del governatore è subito efficace erga omnes (verso tutti), e non è necessaria alcuna comunicazione. Bubbico fa un riferimento affannoso al nuovo Consiglio, ma De Luca va sospeso dalla presidenza del Consiglio appena proclamato dall’ufficio regionale. E la sospensione ha valore retroattivo”.

Ossia, vale dalla data della proclamazione, e ogni atto compiuto nel frattempo sarebbe nullo. Proprio ciò che vuole evitare il governo. Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera: “Dobbiamo contemperare il rispetto della volontà popolare, che ha eletto De Luca, con quello della legge. Va consentito che il nuovo consiglio si insedi”. Obiezione: il premier in un anno e mezzo ha già sospeso molti consiglieri regionali, con effetto retroattivo. Verini replica: “Erano già in carica, De Luca si deve insediare”.

LO SCERIFFO TUONA per tutto il giorno, innanzitutto da Lira Tv: “Renzi deciderà se sospendere o meno un candidato che ha ricevuto un milione di voti”. Rilancia da Radio 24: “Rilassiamoci, prima bisogna insediare la nuova Giunta, il Consiglio, poi chi è interessato alla Severino si sottoporrà alla procedura prevista”. E se dovesse essere sospeso subito? “Per qualcuno doveva avvenire anche ieri o prima delle elezioni: cose da circo equestre”.

Nel pomeriggio, l’incontro con Renzi. Il premier gli chiede di inserire in giunta nomi (renzia-ni) come l’eurodeputata Pina Picierno o la segretaria del Pd in Campania, Assunta Tartaglione. Per Renzi, perfette anche come vice. Ma l’ex sindaco fa muro: “Voglio fare una giunta di nomi fuori della politica”. E una volta uscito da Palazzo Chigi, dirà: “Vi prometto un vice che vi farà sognare”. Ma sulla linea sono d’accordo.

Si va avanti, per far partire il nuovo Consiglio campano. Poi, appena sospeso, De Luca farà ricorso al giudici ordinario. Nella speranza che in autunno la Consulta dichiari incostituzionale la Severino, nella parte in cui prevede l’abuso di ufficio tra le cause di sospensione. Al Tg1, De Luca torna contro Rosy Bindi: “Con la lista degli impresentabili voleva colpire Renzi”. In serata, a Napoli, geme: “Contro di me la più infame campagna di aggressione nella storia della Repubblica”.

Ma la notizia fosca gli arriva dalla sua Salerno. Nell’ultimo giorno utile, la Procura ha depositato il ricorso in Corte d’Appello per chiedere la condanna di De Luca per peculato. È il processo per la nomina del project manager del termovalorizzatore, concluso con la condanna per abuso d’ufficio che lo fa ricadere tra i casi di sospensione dalla carica. L’abuso d’ufficio si prescrive nel settembre 2016 e la Procura solleciterà una rapida fissazione dell’udienza. Si aprono i seguenti scenari: De Luca viene assolto in appello, e cade ogni ostacolo; oppure vede confermata la condanna per abuso d’ufficio, e si prolunga il periodo di sospensione. Infine, viene condannato per peculato, e in questo caso verrebbe sospeso a prescindere dalla Severino, perché è un reato ricompreso nella legge 267/2000.

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