Il video su RepubblicaTv «Sorridi», e Laura sorride La Boldrini telecomandata

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Eppure sbaglia. Sbaglia chi afferma che nel sorriso telecomandato, nel-lalevità di circostanza, nell’increspatura dentale dischiusa a intermittenza di Laura Boldrini davanti alle telecamere, alberghi una citazione televisiva. Roba banalotta, tipo Ambra teleguidata da Gianni Boncompagni nei balletti di Non è la Rai, o il pupazzo Rockfeller e il ventriloquo Josè Luis Moreno, o Paolo Brosio frustato da Emilio Fede sul marciapiede del Palazzo di Giustizia di Milano ai tempi di Tangentopoli. Macché.

Ieri la presidentessa della Camera, sollecitata da cronisti infidi («Salvini ha detto che lei, sull’immigrazione è da ricoverare; cosa risponde?») e visibilmente incazzata come una biscia per le estenanuanti e quotidiane colluttazioni col leader della Lega, sta per sbottare. Ma, in quell’istante, riceve l’ordine perentorio della sua portavoce Valentina Loiero, «Sorridi, sorridi!».

Loiero, donna ilare per natura, s’era avveduta della lucina rossa accesa del cameramen di Repubblica Tv pronto ad immortalare qualsiasi vampata della presidentessa. E la Boldrini,all’improv-viso, sorride; e da quel momento il suo volto si distende come carezzato da una pialla, passando dall’espressione da amazzone sanguinaria a quella, pa-raculissima, da Lina Sotis davanti alla mensa dei poveri.

Ed è in quel preciso momento che si comprende: la citazione boldriniana non è televisiva. La citazione èletteraria. Nel secondo libro della Poetica sulla Commedia, di Aristotele, il riso si identificava nell’arma assoluta per il disinnesco dell’odio altrui («stimola il piacere del ridicolo usando persone volgarie traendo diletto dai loro difetti», riferito senza dubbio a Salvini) e l’approccio alla morte. Boldrini è persona coltissima, si sa. E, con respiro zen, e con un enorme sforzo d’immaginazione, ella ha sostituito, nei propri uggiosi pensieri, il barbone del filologo padano con quello del filosofo greco. Il volto cheto di Aristotele contro l’irato Salvini: «sorridi -non incazzarti- sorridi, lo dice pure la portavoce», si sarà imposta. Sicché eccola inforcare il sorriso dinnanzi al microfono dello spudorato collega Andrea Lattanzi di Repubblica; e dichiarare di non cercare la polemica nel suo inevitabile ruolo istituzionale. E nel suo ruolo istituzionale ci ha così rassicurati sul fatto che, rispetto all’anno scorso, vi sia «solo un 2% in più» di arrivi; che si risolverà il problema dell’immigrazione; che le barriere non sono la soluzione eccetera…

La morale di un sabato qualunque, tra strette di mano e vapore acqueo pol-tico, sta nell’elogio dei portavoce istituzionali. Valentina Loiero -come Filippo Sensi, l’ombra di Matteo Renzi in ogni uscita pubblica- s’è dimostrata perfettapadrona della situazione, inappuntabile sminatrice di sputtanamenti. Certo, ogni giorno è una battaglia…

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