Il Volo, “Solo con le donne non abbiamo preso il Volo”

650

La loro vittoria al 65° Festival di Sanremo ha fatto storcere il naso a molti ma non ha sorpreso quasi nessuno. Loro, i tre ex tenorini, nati nel 2009 a “Ti lascio una canzone” di Antonella Clerici, respingono in modo spavaldo ogni critica: «Il popolo è dalla nostra parte. Dopo tanti successi internazionali, era tempo che l’Italia ci conoscesse». «Siamo innovativi, se digiti “Opera pop” su Internet, trovi solo il nostro nome». Poi si raccontano: «Cantiamo il “Grande Amore”, ma nessuno di noi ha una ragazza»Il-Volo_980x571

Malika Ayane, terza e premio della critica al Festival, li guarda come dei marziani: «Hanno la sicurezza in loro stessi che io sto perdendo». Nek, vincitore per il mondo della radio, sfodera sorriso di sfida. «Godetevi la vitoria, e mo’ so …zi vostri». Loro, Il Volo, i tre tenorini lanciati nel 2009 da    Ti lascio una canzone di Antonella Clerici, dove erano arrivati individualmente e sono stati uniti ad arte da Roberto Cenci per creare la prima boy band lirica, proprio non ce la fanno a fare i modesti. Affiatatissimi: uno inizia una frase, gli altri la sviluppano: Gianluca Ginoble, abbruzzese, ciuffo impomatato e sguardo da duro. «Il popolo è dalla nostra parte. Dopo sei anni di successi intemazionali era tempo che  Italia ci conoscesse. Le critiche? La musica è di tutti, ed è varia».

Piero Barone, di Agrigento, da dietro i suoi occhialoni colorati: «Noi facciamo il pop lirico. Prima c’era solo Bo-celli. Anche lui all’inizio non fu tanto capito e poi… è l’italiano più noto al mondo!». Perché il nome II Volo?

Gianluca: «È facile in tutte le lingue. Vuelo, Fly, ora decolliamo anche dall’Ariston».

Ignazio Boschetto, il più alto: «Eravamo già venuti, due anni fa, ma da ospiti».

Piero: «Ma quest’anno, in gara, è stato molto più divertente».

Gianluca: «Soprattutto perché possiamo dimostrare che non facciamo solo cover di pezzi melodici o lirici. Noi facciamo pop. Pop romantico».

Beh, però in voi c’è un po’ di Claudio Villa e un po’ di Merola.

Ignazio: «No, no. Il nostro stile è talmente nuovo che se digiti “Opera pop” su internet, veniamo fuori solo noi. I giovani italiani stanno imparando a conoscerci».

Avete cantato Grande Amore, ma ce lo avete un grande amore?

In coro: «No! Non è possibile adesso». Ignazio: «La fidanzata nostra oggi è la musica, non c’è altra femmina per me». Gianluca: «Ma crediamo nell’amore vero, quello grande, intenso, deliavita. Solo una donna può essere capace di renderti felice. E solo la felicità conta».  E aspettando l’amore? Gianluca: «Per il momento la cosa più importante è trasmettere con la nostra musica emozioni intense… alle ragazze». Piero: «Intanto c’è sempre la famiglia ad Agrigento». Gianluca: «Io a Roseto degli Abruzzi torno sempre anche giocare a calcetto in piazza con gli amici come da bambino».

Ignazio: «E poi c’è lo studio, in ogni momento libero. Perché è anche un modo per rispettare i miei genitori che, sin da quando ero piccolo, mi portavano su e giù per la Sicilia a prendere lezioni di canto».

Andrete all’Eurovision. Con voi l’Italia tradizionale che piace all’estero può vincere.

Ignazio: «Il bel canto non è mai superato. Siamo testardi. Dimostreremo che non siamo più solo i tre tenorini, siamo cresciuti. E in realtà siamo due tenori e un baritono».

Avete una squadra del cuore? Piero: «La più forte: il Milan». Ignazio: «L’imbattibile Juventus». Gianluca: «La magica Roma, e il grande capitan Totti. Solo nel calcio siamo divisi».

Condividi