Immigrazione, liberi tutti tra spari e illegalità

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Se la risposta dell’esecutivo è quella che dà il ministro degli Esteri, allora siamo perduti. “Il governo ci sta lavorando e mi pare che la situazione si stia normalizzando”, ha detto ieri Gen-tiloni. Viene da pensare che non abbia neanche aperto siti Internet o guardato telegiornali; altrimenti si sarebbe reso conto che le centinaia di profughi ammassati alla stazione Centrale di Milano o al centro di accoglienza Baobab di Roma (700, dopo lo sgombero della Tiburtina, a fronte di una capienza di 190) tutto sono tranne che una “situazione normalizzata”. E che anzi, su questo fronte, si sta giocando una partita politica che lascerà feriti sul campo.

NON A CASO il resto del governo tace, di fronte agli strilli leghisti, ed è un silenzio assordante in cui la Chiesa diventa di sinistra. “Se una società si chiude nella paura e non garantisce la sicurezza per tutti non è una comunità di vita e di destini, ma un insieme di interessi dove vince chi è più forte”, ha monitato il presidente della Cei, Angelo Ba-gnasco. Sorretto e supportato dalle parole dello stesso papa Francesco, che – rivolto ai cappellani aeroportuali – ha messo in guardia: “Qui transitano migranti e rifugiati, bambini e anziani, persone che hanno bisogno di cure e attenzioni speciali. Vi è anche il preoccupante numero di passeggeri senza documenti – spesso rifugiati e richiedenti asilo -, che sono detenuti nei locali aeroportuali per brevi o lunghi periodi, a volte senza adeguata assistenza umana e spirituale”. Un altro segnale, semmai ce ne fosse bisogno, Bergoglio lo darà a Torino il 22 giugno, quando visiterà un centro per rifugiati.

E NONOSTANTE il presidente del Senato Grasso senta l’esigenza di intervenire a Milano (“Non si può gridare all’emergenza sanitaria se nessuno pensa ad accogliere queste persone in un contesto in cui questa emergenza non può nemmeno sorgere”), l’esecutivo – dicevamo – fischietta. Renzi e Alfano, che sarebbero deputati a gestire l’ondata di immigrazione, proprio sulla gestione dei migranti hanno qualche problemino, leggi Mafia Capitale. Dal premier solo un timido richiamo alla questione: “Tanti abbaiano alla luna, vivono sulle paure e pensano che la soluzione sia chiudersi a chiave in casa, ma non è così”. Certo è che lui la soluzione l’ha demandata all’Europa, e amen. E allora le piazze leghiste sono praterie sulle quali far correre i vecchi cavalli di battaglia. Maroni, dopo il capotreno assalito a colpi di ascia, chiede i militari sui treni e la possibilità di “sparare”. Salvini agita lo spettro dell’emergenza sanitaria, perché a Milano – dopo che a Roma – si è registrato qualche caso di scabbia. Non sa che la scabbia è una malattia dermatologica che non si prende con una stretta di mano, ma col contatto prolungato. Non sa, o meglio non gli interessa, tanto l’obiettivo è creare il panico. E al governatore della Toscana che tra social e tv lo accusa di “razzismo etnico”, risponde con un lapidario “Rossi sei un poveretto, pensa ai Toscani e non ai clandestini. Ruspa!”. Zaia dal Veneto e Toti dalla Liguria gli vanno dietro e chiedono di non accogliere più nessuno e di cacciare i clandestini dalle località turistiche. Tra un grido e il silenzio, nessuno si accorge che, dopo Austria e Germania che hanno sospeso Schengen per il G7, anche Ventimiglia adesso ha chiuso le frontiere.

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