In arrivo 1 milione di profughi in Italia, la polizia lancia l’appello all’Onu

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In arrivo un milione di profughi sulle nostre coste italiane e già la polizia chiede l’intervento dell’Onu, vista la situazione che sta davvero diventando davvero insostenibile. Si tratta di un esodo senza precedenti nella storia dell’umanità.Il dirigente del sindacato di polizia Consap, Igor Gelarda intervenuto sul dramma dei migranti attraverso il blog di Beppe Grillo ha dichiarato:“Dobbiamo essere onesti con noi stessi e anche con gli altri. La Polizia italiana, e in generale le forze dell’ordine italiane, ma anche il sistema sanitario nazionale non sono in grado di gestire ed affrontare un esodo biblico di questa portata. Una indagine della Squadra mobile di Palermo ha evidenziato una tremenda realtà: sarebbero circa un milione i disperati che dalla Libia sarebbero già pronti a venire in Europa (ma gli sbarchi iniziali sono quasi tutti in Sicilia) nel prossimo futuro”. Si tratta come già anticipato di una situazione insostenibile soprattutto perchè stando a quanto dichiarato da Gelarda la polizia non ha nemmeno i mezzi e gli uomini per affrontare questa situazione.” Allo stesso modo il sistema sanitario e in generale i servizi territoriali italiani non sono in grado di sostenere un urto tale. Gli immigrati, e lo sappiamo tutti, possono essere involontari portatori di malattie infettive. Basti pensare quello che è successo a Palermo la settimana scorsa, quando sono arrivati quasi un centinaio di migranti affetti da scabbia (che non è una malattia grave o mortale, ma è fortemente infettiva e tutt’altro che piacevole)” ha aggiunto Gelarda.

Se non si possono ipotizzare soluzioni politiche a breve scadenza e l’Unione Europea appare fredda verso il problema, la Consap chiede l’intervento immediato dei Caschi blu dell’Onu e della Croce rossa internazionale, a maggior ragione in Sicilia che è la terra naturale per la prima accoglienza. E non è una provocazione, ma la presa di coscienza di una tragedia che si sta consumando! Anche se non c’è nessuno che spara, qui siamo in un teatro di guerra vero e proprio. Di poveri cristi morti ce ne sono stati tantissimi, la criminalità organizzata è all’opera e mi sembra pure, dopo l’episodio della strage dei cristiani sul barcone nel canale di Sicilia e i massacri dei cristiani in Libia, che ci sia anche una guerra di religione in corso” conclude Gelarda. 

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