Inchiesta sulle foto dei Vip: Un sms inguaia Selvaggia «Voglio tutti in fila gli scheletri della Venier»

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La questione inizia a farsi delicata, e lo dimostra il fatto che ieri nessuno dei tre blogger ha pubblicato commenti ironici sui propri profili. Neppure Selvaggia Lucarelli, che non ha mai nascosto la sua grafomania da social network. In compenso parlano gli sms che ha inviato a Gianluca Neri (alias Macchianera), altro indagato assieme alla giornalista Guia Soncini nell’inchiesta della procura di Milano per presunto “spionaggio” informatico.

«Mara è noiosissima, mentre invece le foto di Clooney sono spettacolari» scrive Lucarelli riferendosi a Mara Venier e alle immagini “rubate” il 21 settembre 2010 alla festa per il 32esi-mo compleanno di Elisabetta Canalis nella villa dell’allora fidanzato hollywoodiano sul lago di Como. «Voglio tutti i suoi scheletri in fila», e ancora: «Mi faccio paura da sola a volte». Neri, invece, scrive alla Soncini «Habemus Scarlett», riferendosi all’attrice Johansson.

I tre sono accusati a vario titolo di concorso in intercettazione abusiva, accesso abusivo a sistema informatico, violazione della privacy, detenzione e diffusione di codici di accesso (unica non contestata a Lucarelli), reati in alcuni casi aggravati dall’aver tentato di lucrarci. L’ipotesi, infatti, è che abbiano tentato di vendere il materiale alla rivista “Chi” per circa 100mila euro, malaffare sarebbe sfumato perché il direttore Alfonso Signorini ha rifiutato le foto.

Il 12 ottobre 2010, dopo essere stata ascoltata dagli investigatori, Lucarelli invia questo messaggio a Neri: «Mi hanno tenuta un’ora, sono convinti che nasconda la fonte, il casino l’ha fatto Signorini che ha avvertito la Canalis». Si riferisce al fatto che il direttore ha avvertito la showgirl del furto di materiale personale. I tre sarebbero entrati in possesso delcontenuto di email e dei dati sensibili divipcomeMaraVenier, Scarlett Johansson, Sandra Bullock, Paolo Virzì, Emanuele Filiberto di Savoia, George Clooney e molti altri.

Nelle 600 pagine di ordinanza emerge che il blogger Macchianera avrebbe avuto persino due account di posta elettronica, “GiorgioClone” e “Copycat” (entrambi con la stessa password) per gestire i dati sensibili rubati. Gli investigatori della sezione reati informatici scrivono che Neri e Son-cini avevano un «comune collettore della corrispondenza». Non risultano invece rapporti di alcun tipo tra Lucarelli e Soncini. In ogni caso si incontreranno il 19 giugno in tribunale a Milano per spiegare al giudice Stefano Corbetta come hanno fatto a ottenere quel materiale.

In questo senso, la stessa Lucarelli ha dato la sua versione al sito de “Il Giornale”. Spiegando che è stato tale «Giuseppe C., titolare dell’agenzia Romapess”, ad aver «tentato di vendere le foto a 120 mila euro a “Chi”». Nota la Lucarelli: «Giuseppe C. è stato indagato due anni, poi estromesso dalle indagini. Non si capisce perché io sia accusata di aver provato a vendere foto se nessuno lo ha detto e non ci siano passaggi, in 600 pagine di ordinanza, che alludano a richieste di denaro o proposte di vendita. Lo scopo di lucro è l’accusa più inspiegabile di tutte». E poi, a proposito dell’sms sulla Ve-nier, spiega che era «appena stata licenziata da “Chi”» anche a causa delle lamentele della Venier per le sue battute, e volendo fare un articolo sulla vicenda chiese a Neri «se aveva notizie su di lei visto che diceva di accedere a questo sito americano di condivisione di notizie e documenti da tutto il mondo … Dopo un po’ Neri riesce ad accedere alle informazioni dicendomi “Habemus Mara”. Allora io scherzo (“Voglio gli scheletri nell’armadio in fila”). Quando parte l’indagine, Mara legge lo scambio di battute, capisce che non c’è nulla di serio e neanche mi querela».

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