Interrotto il metodo Stamina a Brescia

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Interrotto il metodo Stamina a Brescia, arriva lo Stop alle infusioni per Motivi etici.

Interrotte le infusioni – Continuiamo ad informarvi sugli sviluppi del caso Stamina con una notizia che arriva direttamente dagli Spedali Civili di Brescia.
L’equipe dell’Internal Audit Stamina, gruppo formato da 9 medici interno all’ospedale, che ha l’accordo con la Stamina Foundation per effettuare le infusioni di cellule staminali, ha bloccato la sperimentazione per una questione etica. Un pentimento forse un po’ tardivo, visto che “l’obiezione tecnica” rispetto al metodo avrebbe dovuto essere posta sin dall’inizio: infatti, come indicato dai Nas in un loro recente rapporto, questi medici “non erano a conoscenza di ciò che stavano infondendo ai pazienti”. Tardiva o meno, è arrivata proprio qualche giorno fa una lettera dell’Internal Audit indirizzata al commissario straordinario dell’azienda ospedaliera in esame, Ezio Belleri, in cui i camici bianchi parlano di una scelta dettata da “dignità personale”. Gli stessi medici si riservano di continuare ad infondere le cellule soltanto su disposizione dell’autorità giudiziaria e in merito al singolo caso; ad ogni modo, ogni decisione del giudice potrà non essere messa in pratica dai medici in virtù proprio del codice deontologico, che garantisce (e obbliga al contempo) gli scienziati ad agire “secondo scienza e coscienza”. Il tradimento -se così lo possiamo definire- a Vannoni e al suo metodo è arrivato da soggetti molto vicini al sociologo, come Fulvio Porta, vero e proprio “sponsor” di Stamina a Brescia, peraltro già indagato con il suo (ex) sodale dalla procura di Torino.

Nuovo comitato – Anche qualora i medici di Brescia fossero disposti a continuare le cure, occorrerebbe ad ogni modo un nulla osta alla sperimentazione da parte di un Comitato scientifico Interministeriale, ancora da nominare, sul quale grava comunque il rischio di una bocciatura da parte del Tar, sulla scia di quanto accaduto in Lazio col primo comitato di questo tipo. Il nuovo comitato sarà con ogni probabilità presieduto da Mauro Ferrari, favorevole a Stamina, verso cui Giuseppe Remuzzi, del Mario Negri di Bergamo, ha già espresso scetticismo. Quest’ultimo, insieme a Silvio Garattini (direttore del Mario Negri), Gianluca Vago (rettore dell’università di Milano) e Alberto Zangrillo (presidente della seconda sessione del Consiglio superiore di sanità) ha indirizzato una lettera al ministro Lorenzin affinché essa chiuda una volta per tutte il caso Stamina. Secondo i quattro scienziati le dichiarazioni di Ferrari a “Le Iene” (secondo cui si tratterebbe del “primo caso importante di medicina rigenerativa in Italia” e di “un’occasione per l’Italia di permettere alla scienza di arrivare prima di tutti in clinica e di essere il traino per il mondo”) sono preoccupanti. Ecco così che la seconda bocciatura da parte del Tar del Comitato Interministeriale è ancora più facile che si materializzi.

 

Approfondimenti alla url http://www.corriere.it/salute/14_gennaio_28/stamina-medici-brescia-si-fermano-26f0d464-87f2-11e3-bbc9-00f424b3d399.shtml

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