Isis, orrore in Iraq Trovati 500 corpi “Brutali esecuzioni”

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Sangue, distruzione e minacce. L’avanzata dell’Isis lascia di sé solo orrore. I corpi di 470 persone sono stati recuperati in fosse comuni a Tikrit, in Iraq, e si ritiene che si tratti di vittime di esecuzioni compiute l’anno scorso dai militanti dello Stato islamico nel cosiddetto «massacro di Camp Speicher» del giugno 2014.

Lo ha annunciato il ministro della Salute iracheno, Adila Hammoud. L’Onu e le Ong stimano che possano essere fino a 1.700 i militari uccisi sommariamente dai jihadisti. Il Paese è martoriato: due potenti esplosioni (non rivendicate) sono avvenute nella notte a Bagdad nei pressi di due hotel di lusso, provocando almeno 10 morti e 30 feriti.

L’Isis semina terrore anche in Siria. Alcuni miliziani hanno pubblicato sul web nuove foto dell’anfiteatro di Palmira e del carcere, dove erano detenuti prigionieri politici del regime siriano. Dalle immagini della città sotto il controllo dei jihadisti le antiche rovine del tesoro del-l’Unesco sembrano intatte.

MEA CULPA Nove l’avvio della campagna di raid aerei contro lo Stato islamico la situazione di difficoltà della coalizione ha spinto il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ad affermare che i Paesi europei «non stanno facendo molto» contro i jihadisti. E un altro focolaio è pronto ad esplodere: la Libia.

«Se la guerra continua vincerà l’Isis»  ha ammesso l’inviato speciale del-l’Onu, Bernardino Leon, che spera di trovare ancora una soluzione politica anti-estremisti con i due governi del Paese: «Un accordo fra Tripoli e Tobruk è possibile, ma si deve fare presto». Il segretario alla difesa Usa Ash Carter ha dal canto suo rivelato che il Pentagono sta studiando come velocizzare l’addestramento e l’armamento di forze irachene, tra cui tribù locali, per contrastare lo Stato islamico.

Nella stessa ottica di usare truppe irregolari locali per «fare il lavoro sporco» contro l’Isis, fonti americane hanno ieri annunciato l’avvio del più volte rinviato programma di addestramento di miliziani siriani anti-Stato islamico a partire dalla Turchia. Un processo analogo è, invece, già in corso in Giordania, con il risultato di aver finora tenuto alla larga l’Isis dalla Siria meridionale confinante con Israele e con il regno hascemita.

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