Isis schiave del sesso operate con la forza , tornate vergini sono rivendute e stuprate

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Ancora notizie agghiaccianti dallo Stato Islamico che ha una fonte inesauribile di orrore e morte: le ragazze nelle loro mani, usate come schiave sessuali sono costrette a subire ripetuti interventi chirurgici per la ricostruzione dell’imene. Lo ha raccontato una ragazza che ha subito ben venti interventi chirurgici di rudimentale ricostruzione dell’imene per ognuno degli altrettanti miliziani che l’hanno per cosi dire “sposata” solo per abusare di lei; e costretta ogni volta a tornare vergine per poter essere di nuovo venduta e stuprata da altri miliziani.

L’intervento realizzato in semplice anestesia locale prevede la rudimentale riparazione dell’imene usando normali punti di sutura riassorbibili; tanto da ricreare l’effetto del primo rapporto sessuale. Dopo l’intervento ricostruttivo la membrana al contatto intimo si lacera di nuovo, causando perdite di sangue, che simulano la perdita della verginità.

E’ stato l’Onu a rivelare al mondo degli abusi orrendi sulle donne da parte dell’Isis attraverso il portavoce Zainab Bangura, inviata speciale dell’Onu per le violenze sessuali nelle zone di guerra, di ritorno da una missione in Siria e Iraq in aprile, che ha riferito di un vero e proprio mercato detto: “bazaar delle schiave”, dove vengono esposte donne nude, inserite in varie categorie per agevolare  la scelta ai clienti; pare che l’Isis ha «istituzionalizzato la violenza sessuale come aspetto centrale della sua ideologia e delle sue attività, usandola come tattica di terrorismo per centrare i sui obiettivi». Nella relazione di Zainab Bangura di legge: ” vengono vendute in veri e propri mercati, specialmente a Dohuk o Mosul da cui poi vengono smistate in varie località”.E non è tutto: i miliziani dello Stato Islamico sottopongono le donne a pratiche sessuali molto cruente per dimostrare la propria potenza e la propria virilità causando alle poverette danni fisici terribili, dolorosi e invalidanti.

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