Italia Fuori dall’Euro, cosa cambierebbe? Parla Claudio Borghi Aquilini

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Italia Fuori dall’Euro, cosa cambierebbe? L’Intervista di Mattia Cataldo a Claudio Borghi Aquilini

Le elezioni europee sono alle porte e il dibattito si fa sempre più acceso tra chi vuole la fine della moneta unica e chi invece la vede come un elemento imprescindibile per un futuro roseo dell’Eurozona. Oggi abbiamo intervistato Claudio Borghi candidato alle europee per la Lega Nord.

Claudio Borghi Aquilini è economista, editorialista ed è Professore incaricato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano – dove insegna Economia degli Intermediari Finanziari, Economia delle Aziende di Credito ed Economia e Mercato dell’Arte.

1)Per iniziare vorrei farle un grande in bocca al lupo per le prossime elezioni europee.Riguardo questa nuova avventura,come mai ha deciso di scendere in campo in questa competizione politica? Con Salvini c’è stata sintonia fin da subito oppure non è stato facile convincerlo ad adottare questa linea?

Ho accettato la candidatura offertami dalla lega Nord come naturale prosecuzione del grande lavoro che il partito sta facendo per informare tutti sulla necessità di smantellare al più presto l’eurozona. Il mio intento era quello di aggregare quante più forze possibili nella sfida alla moneta unica ma alla fine l’unico leader che ha avuto il coraggio di affrontare con decisione quest’impresa è stato Matteo Salvini. Con lui mi sono trovato bene sin dall’inizio: è una persona trasparente, generosa e sa motivare molto bene chi lo segue.

 

2)L’attenzione di queste elezioni europee sembra essersi spostata sulla questione euro.C’è chi accusa voi euro scettici di cavalcare l’onda del malcontento. Non si potrebbe rimanere nell’euro e,usando una frase di Renzi, cambiare le “regole del “gioco? Magari mettendo mano ai trattati e cambiando quei parametri del 3% per il deficit e del 60% per il debito pubblico?

Purtroppo no, la questione dipende dagli squilibri interni fra gli stati dell’area euro e se si sforassero i parametri si riaprirebbe la forbice fra import e export perché ci risulta troppo conveniente comperare prodotti esteri. Purtroppo la controindicazione di ciò è che i prodotti esteri sono fatti all’estero, quindi si genera disoccupazione.
Insomma, l’euro “disoccupa” gli italiani in ogni caso: senza austerità si comprano troppi beni esteri e con austerità si incenerisce il mercato interno.

3)Una delle domande frequenti che la gente si fa, nel caso di una uscita dall’euro, è: cosa succederebbe ai prezzi di benzina e gas con l’introduzione della nuova moneta?

C’è un recente studio del Prof. Bagnai che simula diversi scenari. In tutti i casi si hanno incrementi minimi. La parte “materia prima” è solo una frazione del prezzo al distributore della benzina.

4)Su un noto quotidiano economico oggi c’era scritto che l’uscita dall’euro e il ritorno alla lira comporterebbe una forte svalutazione di quest’ultima facendo diventare il debito pubblico sempre più grande fino a soffocarci.È vero o lei smentisce questo?

Il debito pubblico è denominato in valuta corrente e quindi se cambiamo valuta possiamo cambiare anche i titoli di stato nella nuova moneta. Impossibile che un operatore professionale estero non lo sappia. Ormai la questione è stata studiata e ci sono report inequivocabili.

5)Ma in breve,cosa vuol dire svalutare?

La dizione corretta è “riallineare il cambio a valori di mercato” in realtà noi non faremmo alcuna “svalutazione competitiva” ma semplicemente smetteremmo di avere una condizione di “rivalutazione anticompetitiva” riportando il valore della nostra moneta alla sua corretta parità nei confronti degli altri paesi

6) E L’Italia come e dove si troverebbe se non fosse entrata nell’euro?

Probabilmente adesso saremmo guardati con invidia e ci sarebbe la fila di paesi desiderosi di copiare la nostra libertà.

7)L’uscita quindi consentirebbe di aumentare produzione e occupazione grazie alla svalutazione e anche grazie all’aumento della competitività,è vero?Soltanto nel breve periodo oppure anche nel lungo periodo?

Il recupero di competitività è condizione necessaria, renderlo poi profittevole e duraturo spetterà a noi ma se non si parte nemmeno si arriva.

8)Per concludere,quali sono i veri vantaggi di una uscita dall’euro e quali sono gli svantaggi,almeno nel breve periodo?

Fuori dall’euro la nostra economia ha la possibilità di sopravvivere e mi pare che come “vantaggio” possa bastare. Gli svantaggi sono principalmente legati all’incremento di prezzo di alcuni beni di importazione e del maggior costo dei viaggi all’estero, cosa che avverrebbe comunque perchè se il nostro reddito cala (ed è quello che succede con l’euro) i beni e i viaggi diventano impossibili da comperare anche se il loro prezzo rimane immobile.

Ringrazio il professore Claudio Borghi per la sua disponibilità

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Nb, L’intervista non ha carattere politico, magazinedonna.it è aperto al dibattito, chiunque può richiedere un’intervista o mettere in luce la propria opinione

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