Italia’s Got Talent 2015, Il format internazionale al debutto su Sky Uno giovedì 12 marzo

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Come Canzonissima negli anni del boom, se il 2015 sarà davvero l’inizio della ripresa, Italia’s Got Talent potrebbe diventarne un simbolo. Il format internazionale al debutto su Sky Uno giovedì 12 marzo alle 21.10, potrebbe essere il segnale di un’attesissima primavera italiana. Annunciata da quattro temibili giudici e una benevola madrina, impegnati in  un viaggio alla scoperta delle inesauribili sorgenti del genio nazionale. Dietro le quinte di un’incredibile macchina scenica, nume tutelare dei concorrenti, Vanessa Inconlrada manderà le performance, le aspirazioni e le storie di centinaia di persone a scorrere per cento secondi esatti davanti agli occhi (spesso lucidi) di Claudio Bisio e Luciana Litizzello, della cantante Nina Zilli e del fenomeno del web Frank Matano. Prodotta da Freemantle, la maratona attraverso l’estro italico con 2.700 ore di audizioni e selezioni avvenute davanti a 24 mila spettatori nei teatri di Roma, Avellino, Torino e Vicenza, confluirà in sette puntate, cui seguiranno tre serate in diretta per incoronare il vincitore finale e premiarlo con un assegno da 100 mila euro.giudici-conduttrice-italias-got-talent-2015-sky-uno-620x388

«Ci sarà da ridere e da piangere», assicura Bisio, «com’è successo a noi. Non sapevamo chi ci sarebbe arrivato, eravamo indifesi ed esposti a tutto e più di una volta siamo stati travolti dalle emozioni. Ma ogni volta abbiamo avuto la conferma che da nord a sud, dal canto alle acrobazie e dal ballo alla magia, le fonti della creatività in Italia non si sono mai inaridite. Anzi, forse si sono addirittura arricchite di una nota di effervescenza in più, portata dai giovanissimi, dagli immigrati o, al rovescio, dalla diaspora italiana nel mondo».Non è convinta anche Luciana Littizetto, apparsa in versione meno graffiante e corrosiva del solito. «E una trasmissione ottimista, un talent dove si cercano quelli bravi per davvero non gli “sfigati” messi lì come carne da macello per essere tritati», dice la comica torinese. «E i bravi secondo me sono anche educativi perché dimostrano che vale ancora la pena di farsi il mazzo. Davanti a loro può scattare quel processo d’immedesimazione che aiuta a tirarsi fuori dalle sabbie mobili della rassegnazione, a darsi una mossa per fare qualcosa e lasciarsi alle spalle lo strazio e il senso di non futuro di questi anni». L’alto livello dei concorrenti ha però creato più di un problema alla giuria. «Mi sono trovato a sgranare gli occhi davanti a cose sbalorditive», riprende Bisio, «e anche il concorrente con la più assurda delle proposte, come quello che faceva scintille con la motosega non era mai un dilettante allo sbaraglio. La logica della selezione però è spietata e pronunciare certi no è stato difficile». Frank Matano, implacabile con prestigiatori e maghi, di cui conosce ogni segreto, ha visto «grande fermento, i giovani informati, aggiornati su tutte le tendenze, con un grande desiderio di giocarsela».

Per chi tentava la strada del canto non è stato facile superare lo scoglio di Nina Zilli, arrivata a Saremo dopo aver addomesticato la voce nella disciplina delle scuole liriche emiliane. «Dopo una vita sempre sotto esame è stato strano mettermi nei panni del giudice», dice la cantante piacentina. «Ogni volta che ho dovuto dire un “no” ho pensato a tutti quelli che mi sono sentita dire io e ho cercato di motivarli. Perché un “no” motivato vale più di un finto “sì”, che è un contentino, ma non ti aiuta a crescere. Certo, quando guardi negli occhi queste persone capisci che quel no spezza un sogno». Curare il blocco psicologico da debutto e gli orgogli feriti da bocciatura è stato compito di Vanessa Incontrada. «E stata dura», dice la showgirl spagnola, «dietro le quinte vivi in mezzo ai concorrenti, .» •» maneggi sentimenti ed emozioni reali, in cinque minuti devi capire chi hai davanti, decidere come comportarti, sapere se puoi scherzare su una défaillance o se è meglio la consolazione di bacio e di un abbraccio». Sola in prima linea a fare da madrina, crocerossina e psicoioga, Vanessa confessa di aver attraversato momenti di sconforto. «La verità è che mi è mancato Claudio», dice, «dopo tanti anni a Zelig, vedermelo dall’altra parte del palco senza poter interagire con lui è stata una sofferenza. Ogni tanto mi avvicinavo al tavolo della giuria perché mi bastava un breve contatto fisico per scaricare tutta la tensione accumulata dietro le quinte». Bisio ricambia e alla gemella di Zelig retwitta, come si dice oggi, una testimonianza appassionata e commossa: «Anch’io ho sofferto», ammette, «e tutte le volte che Vanessa arrivava sul palco mi sembrava tutto più bello e divertente. Sarà sempre così nelle tre puntate finali, quando la vedremo più presente in scena».

E un Niagara di zucchero che risveglia i peggiori istinti di Luciana Litizzetto. «Ho sofferto tanto anch’io», interviene, «perché spesso ho dovuto reprimere la belva che è in me. Ma per fortuna avevo vicino Bisio. Quando mi veniva l’istinto omicida me la prendevo con lui. A proposito, gliela fate una copertina di Oggi nudo come Salvini? Guardate che la merita. Ha 57 anni ma tutte le mattina va in palestra, si nutre solo di riso e robe naturali. Glielo dicevo sempre. Guarda Claudio, hai il cervello che è spappolato, ma il fisico è perfetto».

Una domanda: ma tra i cominci di Italia’s Got Talent, riusciremo a riconoscere la nuova Litizzetto? «I comici sono tanti», risponde lei, «e vedrete una ragazza di Milano davvero buffa, ma una nuova Litizzetto no. E meno male, dai. Una basta e avanza».

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